Forse al Sindaco, in questo periodo, preso da altri problemi, come risolvere gli atavici conflitti interni alla sua maggioranza, gli sarà sfuggito ciò che è avvenuto in un procedimento contra la SCU poche settimane fa. Alcuni nostri concittadini sono stati chiamati a testimoniare contro alcuni esponenti della criminalità organizzata. In quella sede vi sono state conferme e ritrattazioni. Il Sindaco sulla vicenda si è trincerato dietro un imbarazzante ed assordante silenzio. Noi riteniamo invece che non si può far passare sotto traccia una questione che ci richiama tutti alle nostre responsabilità, al senso di appartenenza ad una comunità che ripudia l’illegalità non solo con le parole ma sopratutto con i fatti, con la solidarietà verso tutti coloro che in prima persona sono stati oggetto di intimidazione e di taglieggiamento da parte del racket e della criminalità organizzata.
Il Sindaco Scoditti, pochi giorni fa, in merito alla costituzione di parte civile del comune di Mesagne nel procedimento “scacco agli imperiali” ha affermato: “ l’amministrazione comunale prevede la tutela e lo sviluppo del territorio e dei cittadini…. delle attività produttive e commerciali ….e pertanto ha anche lo scopo di tutelare i propri cittadini dagli attacchi criminosi e da tutte le forme di illegalità diffuse”. Sulla questione non si può non essere d’accordo, ma se le parole non sono seguite da fatti e atti tangibili, restano solo “belle parole”. Ed allora perché il Primo cittadino, e la sua amministrazione non cominciano con il dare al paese un segno credibile, risolvendo ad esempio gli evidenti conflitti di interesse che limitano l’azione di difesa del Comune nei procedimenti penali? E perché non si riprende seriamente il percorso dell’Osservatorio sulla Legalità, che vede unite le forze politiche, sociali e associative su un tema spinoso quale quello dell’illegalità? ed ancora, perché l’amministrazione non aderisce a quei Codici Etici morali, come la Carta di Pisa, per dare segnali chiari e forti di un’amministrazione trasparente al di sopra di ogni dubbio? Se ciò non si pone in essere le parole restano lettera morta e servono solo a fare inutile propaganda.
In realtà è sotto gli occhi del paese, che nella sostanza, questa amministrazione oltre ad avvalersi dello strumento formale della costituzione di parte civile nei procedimenti penali, sulla questione fa poco o nulla. Sostiene realmente tutti coloro che hanno il coraggio di denunciare prima e di confermare poi, in sede di prova testimoniale davanti la corte e davanti gli imputati del processo, le accuse delle tentate estorsioni subite? Con quali strumenti e in che maniera? La paura non deve prendere il sopravvento, ma per fare questo non bisogna lasciare isolati coloro che subiscono richieste di pizzo o altre estorsioni criminali, non bisogna pensare che il problema non sia anche nostro e che la questione non ci riguardi, niente di più sbagliato. Quale imprenditore domani avrà il coraggio di denunciare un’ illegalità subita, sapendo poi che potrà essere oggetto di attacchi da parte della criminalità, e soprattutto sapendo che non verrà tutelato dalla comunità in cui svolge la propria attività?
Dunque si scenda una volta per tutte dall’altare della protervia in cui si è rifugiata in questi anni l’attuale amministrazione e si apra, invece, ad un confronto e dialogo incessante con tutta la comunità rappresentata dalle tante collegialità presenti sul territorio. Tutti siamo chiamati a dare il nostro sostegno con azioni reali a quanti, nostri concittadini, denunciano e rischiano in prima persona. Uniti, solo uniti, si potrà vincere questa importante battaglia di civiltà.
Le segreterie politiche di FI, NIP e Progettiamo Mesagne, I Gruppi consiliari di FI e NIP
.