Il Civismo è più che attuale ma non quello «che imbarca tutti». Per Roberto D’Ancona, consigliere comunale e fondatore de “La Mia Città”, lista civica che a Mesagne ha conquistato un ragguardevole risultato 11,11% (1459 voti) ed un buon risultato personale 421 preferenze, è una delle lezioni delle recenti elezioni che restituiscono al centrosinistra la responsabilità di puntare sull’idea di politica come servizio e non come conquista in vista delle politiche 2027.
Amministrative in Puglia: al netto dei ballottaggi, 27 Comuni sono andati al centrosinistra, 15 al centrodestra. Cosa significa? «Significa in Puglia la tradizione di governo del centrosinistra è ancora viva. Anche se non è del tutto sovrapponibile al campo largo, e in generale ai partiti che ne fanno parte, i risultati dimostrano una netta prevalenza dell’orientamento progressista, anche nei Comuni in cui la componente delle liste civiche è stata determinante».
Il centrodestra tiene in Salento, il centrosinistra nel resto della Puglia. Come si legge tale dato rispetto a quello nazionale? «Non credo che i dati delle amministrative possano essere trasferiti automaticamente a livello nazionale. Nei Comuni è decisiva la rete di conoscenze, prevalgono le relazioni personali e il rapporto con il territorio, pesano le esperienze di governo e le personalità in campo. Ma in molti casi è stata decisiva anche la presenza di gruppi di cittadini attivi, che non si mobilitano solo per le elezioni e non si occupano solo di questioni locali. Gli elettori non votano le etichette, bensì la proposta che trovano più convincente e le persone di cui si fidano».
I Sindaci espressione di liste civiche, invece, si sono dimezzati. Segno che il Civismo che imbarca tutti non è più attuale? «Dipende da cosa si intende per Civismo. Se facciamo riferimento alle liste che si comportano come taxi, imbarcando i passeggeri del momento solo per prendere voti e conquistare posizioni di potere, probabilmente sì. Se invece pensiamo alle esperienze civiche radicate nel territorio con una precisa identità politica e culturale mi sento di dire esattamente l’opposto».
La Mia Città nasce come manifesto di partecipazione dal basso. In che direzione andate? «La direzione in cui andiamo noi è sempre la stessa, ormai da più di otto anni: difendere la democrazia, ampliare gli spazi e i momenti di discussione e mobilitazione, elaborare e diffondere cultura politica.
Il neogovernatore Decaro ha aumentato l’Irpef per cercare di colmare il buco della sanità, scelta impopolare ma che alle urne non ha avuto l’effetto sperato dal centrodestra. Era necessario? «Per quello che leggo, era inevitabile. Ma di certo non è una decisione indolore, viste le difficoltà in cui si dibattono tante famiglie. Alle quali va spiegato perché non si poteva fare altrimenti e, soprattutto, garantita una assistenza sanitaria adeguata al sacrificio che sta chiedendo loro il governo regionale».
A Mesagne, invece, l’amministrazione Matarrelli ha realizzato progetti che dovrebbero migliorare la vivibilità ma che nel corso della loro realizzazione hanno creano disagi. Servivano scelte diverse? «Si può sempre fare meglio. Ma adesso, a cose fatte e con i progetti Pnrr da completare, dovremmo impegnarci tutti a fare un passo in avanti, e non due indietro. Semmai dovremmo trovare forme di ristoro, in primo luogo per i commercianti. Nei loro confronti, siamo debitori».
D’Ancona: “Il voto non ha ucciso il Civismo, in crisi solo chi cercava taxi per il potere”
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