COMUNICATO STAMPA La misura è colma. E questa volta non è più possibile far finta di nulla. Il Mesagne Calcio sta attraversando una crisi che non può più essere ignorata. A sole tre giornate dall’inizio del campionato abbiamo già assistito al cambio di due allenatori, a dimissioni in diversi ruoli e alla partenza di alcuni dei migliori giocatori della rosa (già deficitaria). Sul campo, intanto, un solo punto e un solo gol segnato. In Coppa Italia, lo 0-6 casalingo contro il Latiano è stata una sconfitta pesantissima anche per il significato che assume nella storia del calcio mesagnese.
Ma il problema non è una partita persa. Il problema è un quadro complessivo che lascia sempre più domande e sempre meno certezze. Che cosa sta succedendo al Mesagne Calcio? Qual è il progetto sportivo? Perché continuano ad arrivare dimissioni e partenze? E soprattutto, qual è la reale situazione economica della società?
Nei giorni scorsi è stato sollevata pubblicamente la questione dei rimborsi, riferendo della preoccupazione dei calciatori e della richiesta di un incontro con la presidente Daniela Rini. Pochi giorni prima, la stesse testate avevano pubblicato le dimissioni del direttore sportivo Marcello Marchese, che ha parlato dell’assenza delle condizioni necessarie per proseguire serenamente la programmazione tecnica e gestionale. Davanti a tutto questo, un po’ di chiarezza non guasterebbe.
Alla società chiediamo di uscire allo scoperto. Alla presidente Rini e alla società chiediamo di parlare alla città. Se esiste un progetto, venga spiegato. Se ci sono difficoltà, vengano dichiarate. Se ci sono le condizioni per continuare, si dica come. Se invece non ci sono le risorse necessarie, sarebbe più serio prendere atto della situazione e valutare la possibilità di consegnare il titolo a chi possa realmente garantire un futuro al calcio mesagnese. Perché il Mesagne Calcio non è una proprietà personale. È patrimonio di una città.
È ora di voltare pagina. Forse è arrivato il momento di dirlo senza ipocrisie: il calcio mesagnese ha bisogno di cambiare metodo. Guardiamo alle realtà vicine che hanno saputo costruire percorsi solidi. Servono competenza, professionalità, programmazione, risorse economiche e, non per ultimo, un settore giovanile di livello. Non improvvisazione. Non gestione giorno per giorno. Non incertezza. Non ritorni al passato. E se oggi non esistono le condizioni per costruire qualcosa di serio, allora forse sarebbe persino più dignitoso fermarsi, anche per qualche anno, riflettere e ripartire da basi completamente nuove, piuttosto che trascinare il nome del Mesagne Calcio in una situazione che rischia di diventare sempre più difficile da recuperare.
Istituzioni e imprenditori: ora tocca anche a voi. Le istituzioni non possono sostituirsi alla società, ma non possono nemmeno restare a guardare davanti a una situazione che rischia di compromettere il nome della città intera. Al sindaco e all’Amministrazione comunale chiediamo un intervento. Adesso. Un intervento deciso, non per entrare nella gestione della società, ma per favorire un confronto serio e capire se esista ancora una strada per salvare e rilanciare il calcio mesagnese. Bisogna mettere attorno a un tavolo società, Comune, imprenditori e tutte le realtà che hanno a cuore il futuro sportivo della città. Il nome di Mesagne non può essere associato ancora a situazioni che rischiano di umiliare la sua storia sportiva. Agli imprenditori mesagnesi chiediamo di non voltarsi dall’altra parte. Se esiste una possibilità di salvare e rilanciare il calcio a Mesagne, attraverso anche un progetto concreto di sostegno, questo è il momento di farsi avanti. Perché qui non è in discussione soltanto una stagione. È in discussione una storia. Una maglia. Un pezzo dell’identità di questa città. Il Mesagne Calcio può anche ricominciare da zero. Ma deve farlo con un progetto, con persone competenti e con basi solide. È arrivato il momento di voltare pagina. Prima che sia troppo tardi.
Un gruppo di tifosi del Mesagne Calcio
RISPONDE IL DIRETTORE Questa testata giornalistica é stata l’unica a mettere in allarme la città su quanto stava accadendo sul Mesagne Calcio. Fummo indicati come guastafeste ,che non volevano bene al calcio mesagnese, e che le nostre erano solo denigrazioni gratuite. Purtroppo, alla luce dei fatti, avevamo ragione. Da allora abbiamo fatto solo cronaca per i nostri lettori. Oggi abbiamo avuto uno scambio di idee con l’Assessore allo Sport Anna Maria Scalera sollecitandolo ad affrontare il problema. Siamo stati assicurati che appena sarà possibile assieme al sindaco Rogoli chiederà un incontro ai responsabili della società.