La vice sindaco Anna Maria Scalera (nella foto), assessore alle Politiche Giovanili e Percorsi di Legalità, interviene nel dibattito che infiamma tutto il Paese alla vigilia delle manifestazioni programmate per domani sabato 24 ottobre in varie città.
Continuo a vedere girare la foto del minore che partecipava incappucciato durante la manifestazione a Milano. A undici anni, e non solo a 11 anni, certi comportamenti non possono essere minimizzati né giustificati. Servono regole, limiti e rispetto della convivenza civile. E la responsabilità di chi ha il compito di educare, vigilare e accompagnare quel minore nella crescita non può essere elusa. L’educazione non è un optional: è una responsabilità precisa degli adulti.
Ma c’è un’altra responsabilità: quella di chi filma e diffonde le immagini di un bambino, esponendolo al giudizio pubblico. Chi tutela i suoi diritti? Dov’è il Garante per la Privacy? E dov’è l’attenzione delle istituzioni preposte alla tutela dell’infanzia? Condannare un comportamento non significa autorizzare la gogna. Pretendere responsabilità da chi ha il dovere di educare non significa dimenticare i diritti del minore. Una società seria non si limita a indignarsi: pretende responsabilità dagli adulti, interviene sui comportamenti e protegge i bambini. Perché le regole devono valere per tutti, soprattutto per chi ha il dovere di educare e tutelare.
Anna Maria Scalera: “Chi tutela i suoi diritti? Dov’è il Garante per la Privacy?”
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