Il convegno “Autismo e Progetto di Vita. Dalla presa in carico alla piena attuazione”, svoltosi a Mesagne, è stato un importante momento di incontro tra istituzioni, professionisti, servizi, Terzo Settore, associazioni e cittadini. Un confronto franco e aperto, nel quale non sono mancate valutazioni anche critiche su un sistema che ha certamente compiuto passi in avanti, ma che ha ancora bisogno di essere reso maggiormente operativo, aggiornato e capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone con autismo e delle loro famiglie.
È emersa la necessità di fare più rete: superare un’organizzazione che troppo spesso procede per compartimenti stagni e costruire invece un sistema più integrato e solidale, nel quale sanità, servizi sociali, scuola, Terzo Settore, famiglie e comunità sappiano dialogare e lavorare insieme attorno alla persona e al suo Progetto di Vita.
Sono intervenuti il Prefetto di Brindisi Guido Aprea, il Presidente della Provincia di Brindisi Elio Ciccarese, il Sindaco di Mesagne Francesco Rogoli, il Presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli, il Direttore Generale della ASL Brindisi Stefano Rossi, i Consiglieri regionali Tommaso Gioia e Antonio Scianaro, la Presidente del Consorzio Br4 Lucrezia Morleo, il Vice Questore Giuseppe Massaro e il Vice Presidente del Consorzio ATS BR3 Mimmo Bungaro.
Hanno relazionato Vincenzo Falabella, Cesare Porcelli, Alessandro Nocco e Felice Spaccavento. Particolarmente significativo l’intervento del Presidente della III Commissione Sanitá Puglia Felice Spaccavento, che ha condiviso la necessità di riattivare il Tavolo regionale per l’Autismo, quale sede stabile e necessaria di confronto nella costruzione delle politiche regionali sull’autismo. Allo stesso tempo è stato assunto l’impegno ad attivarsi affinché diventi concretamente operativo anche l’Osservatorio regionale sull’Autismo, strumento fondamentale per conoscere i bisogni, monitorare le politiche e orientare la programmazione futura. Una presenza così numerosa rappresenta un segnale importante: c’è bisogno di continuare a parlare di autismo non soltanto in termini di diagnosi, terapia e servizi, ma di diritti, autonomia, inclusione, relazioni e futuro. Il lavoro non si conclude con un convegno. Da qui deve proseguire, con ancora maggiore determinazione, la costruzione di una rete capace di accompagnare la persona e la sua famiglia lungo tutto l’arco della vita. Perché una società veramente inclusiva non è quella nella quale siamo tutti uguali. È quella nella quale abbiamo tutti lo stesso valore, pur essendo tutti diversi.
Il convegno “Autismo e Progetto di Vita” é stato un importante momento di confrontro
Post precedente
La cattiveria del giorno
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio