In nome del primato della politica, c’è una sinistra che continua ad identificare Massimo D’Alema come una figura sulla quale fare affidamento. Si tratta di una sinistra scontenta ma che non vuole cedere ai populismi, che rifugge ruoli di sola rappresentanza e rimanda a irrinunciabile responsabilità e impegno concreto.
Non stringe mani che lo cercano e non si concede selfie: D’Alema è a Mesagne per presentare la sua candidatura e quella delle candidate di Leu, Valentina Carella alla Camera e Rosanna Cavallo e Irene Strazzeri al Senato. Le stoccate dell’antico rottamato di Renzi sono tutte per il Pd che, come sottolinea nel suo intervento, non si candida a vincere le elezioni ma a mantenere proprio Renzi in sella. “E noi non vogliamo” chiosa con voce priva di inflessioni emozionali. Perché se dovesse rimanere tutto così, il centrosinistra non governerà mai più questo Paese. L’obiettivo finale per Leu? Contare, contarsi, per una sinistra che non è un vizio antico ma una necessità. Dopo potrà tornare a dialogare con un Pd che ha perso la rotta in quelli che sembrano essere programmi fotocopia di Forza Italia. Nessuna critica esplicita al pericolo di avanzata delle destre xenofobe e neofasciste; solo un rapido riferimento al risultato che il voto disperato consegnerà ai Cinque Stelle e una veloce considerazione sull’incandidabilità di Silvio Berlusconi, condannato per gravi reati. L’ex Presidente del Consiglio – in questo indicibile marasma che è la politica italiana – si candida a rappresentare una parte di quella sinistra minoritaria verso la quale ha sempre nutrito profonda idiosincrasia. Per farlo sembra disposto ad agire con passo che lo separa dalla sua storia, quasi fino a negarla.
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Beh leggere che un “politico così navigato” che nel suo curriculum accettazione del PDS perché veramente non se ne poteva fare a meno, ma che lo ha represso nella culla facendo terra bruciata intorno al suo leader per poi cancellarne le tracce trasformando il PDS in PD per avere il imprimatur sul nome del partito, e che non ha mai saputo accettare le sconfitte interne, vedi Veltroni, ma ha sempre urlato “muoia Sansone con tutti i Filistei”, ora si mantiene coerente nella logica e invece di incentrare il suo attacco al movimento 5stelle o alla destra, laddove attenzione la destra… Leggi di più »
Spero non trovino il felino pericoloso prima del 4 marzo….