Il 22 settembre 2017 ad una ditta brindisina che opera nel campo degli impianti termo-idraulici vennero sottratti, nottetempo, attrezzature, materiali e ben tre mezzi aziendali furgonati. Trascorse alcune ore dall’episodio delittuoso anzidetto, giungeva richiesta, formulata da ignoti interlocutori, di versare una cospicua somma di danaro per rientrare in possesso di mezzi e materiali asportati. Veniva inoltre prospettata la totale perdita di mezzi, attrezzature e materiali, che sarebbero stati dati alle fiamme, qualora la richiesta non fosse stata accettata. Gli operatori della Squadra Mobile, appreso dell’iniziativa estorsiva in corso, si adoperarono a sottoporre ad osservazione diretta tutti quei luoghi dove poteva aversi l’eventuale epilogo della trattativa. Vennnero attivate operazioni di natura tecnica per un più stretto monitoraggio dell’intera vicenda. Nel pomeriggio del 25 settembre, gli investigatori della Mobile assistettero ad un incontro in una via cittadina tra le vittime del reato ed un giovane individuo, subito riconosciuto per i suoi precedenti. Al termine del colloquio il giovane venne bloccato e trovato in possesso del danaro che gli era stato consegnato dalle vittime. Identificato per Jonathan Muolo classe 1993, veniva tratto in arresto per l’ipotesi di reato di concorso in azione estorsiva consistente nella partecipazione ad un’ingiusta pretesa di danaro. Mentre erano in corso i servizi di osservazione che avrebbero poi portato al flagrante arresto del Muolo, altri equipaggi della Squadra Mobile incaricati di perlustrare il territorio con particolare riferimento ad alcuni luoghi ove spesso vengono abbandonati o temporaneamente nascosti i veicoli rubati, riuscivano ad individuare due dei tre veicoli rubati. Le attività investigative e di riscontro non si fermavano con l’arresto del Muolo in quanto era già chiaro, dagli elementi fino a quel momento raccolti, che il predetto non aveva potuto agire da solo. Infatti, nell’azione criminosa erano coinvolte altre 4 persone. Oltre a Muolo, gli altri destinatari della misura cautelare sono: Vittorio Corsa, brindisino classe 1995, da ritenersi autore della prima telefonata minatoria alla vittima e persona alla quale il Muolo avrebbe dovuto affidare il denaro ottenuto dall’azione estorsiva subito dopo la consumazione della medesima. Il Corsa veniva immortalato da telecamere quando effettuava, da una cabina pubblica, la chiamata minatoria cui si è accennato; Seko Ajkunic, di origini iugoslave classe 1984, da ritenersi autore di altra telefonata anonima fatta alla vittima; Ajkunic veniva ripreso da telecamere quando effettuava detta chiamata da una cabina pubblica; Antonio Lagatta, brindisino classe 1995, da ritenersi coautore col Muolo nel disegno criminoso nonché colui che stabiliva l’importo delle somme da richiedere alle persone offese; Alessandro D’Errico, brindisino classe 1975, soggetto che accompagnava il Muolo a un incontro con una delle persone offese e veniva notato allontanarsi dal luogo in cui, il 25.09.2017, ci sarà la consegna del danaro al Muolo Jonathan e quest’ultimo sarà poi arrestato in flagranza.
Nella mattinata odierna, pertanto, gli investigatori della Squadra Mobile, ai fini di esecuzione della misura cautelare emessa dal Gip, hanno raggiunto in carcere, notificando il relativo provvedimento. Jonathan Muolo (a suo tempo tratto in arresto e trattenuto in carcere per effetto della convalida operata dal G.I.P.) e Antonio Lagatta (già ristretto per altra causa); rintracciato in Brindisi e sottoposto agli arresti domiciliari Vittorio Corsa, Seko Ajkunic Seko e Alessandro D’Errico.
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