domenica , 16 Giugno 2019

Comune di Mesagne: una riorganizzazione condivisa nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini

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(di Antonio Macchia) La vulgata che, più o meno strumentalmente, ha preso piede da diversi anni a questa parte, che vede il lavoro dipendente ed in particolare quello pubblico quale fucina di privilegi ha fatto presa ancor più a causa della perdurante crisi economica in cui versa il nostro Paese. Assistiamo ad uno scollamento della solidarietà tra lavoratori che si lasciano spesso mettere l’uno contro l’altro da poteri interessati (tra cui non fanno difetto grandi manager con buone uscite milionarie per aver fatto fallire aziende di stato), che alimentano un contesto sociale dove i problemi sono altrove : << gli altri non lavorano! Io sono l’unico che lavora!>> La cosiddetta società del “Benaltrismo”. Un arretramento culturale sul piano dei diritti dei lavoratori, della dignità del lavoro e dei diritti di cittadinanza che porta a non avere la giusta umiltà per comprendere il mondo del lavoro, le sue dinamiche, la sua evoluzione. Sicché ci troviamo poi davanti a soggetti che individuano facili soluzioni senza conoscere l’ambiente di lavoro per cui  queste si propongono.

I processi riorganizzativi nella gran parte degli ambienti di lavoro, specie dove il datore di lavoro è persona illuminata, non prescindono mai dal confronto con le rappresentanze sindacali delle maestranze. Questo evita che un medico possa dire all’ingegnere come costruire i ponti e viceversa a quest’ultimo come operare al primo. Nel nostro Paese questa è stata una delle maggiori cause dell’aumento dei disservizi e della inefficienza amministrativa assieme alla sottrazione di risorse senza soluzione di continuità vedi blocco dei salari dal 2009, del Turn – over con conseguente invecchiamento  delle risorse umane, mancanza di sostituti preparati per chi va in pensione, motivazione del personale ecc.ecc.. Per entrare in particolare sulla declamata “rivoluzione” della macchina amministrativa del Comune di Mesagne incominciamo con il dire che questa non si sottrae a quanto detto su mancanza di risorse, invecchiamento e pensionamenti. Basti dire che la dotazione organica del Comune di Mesagne prevede 193 dipendenti, ne sono in servizio ad oggi 147 e nel breve periodo si prevedono molti pensionamenti, la gran parte dei restanti è in età anagraficamente  avanzata. Non è possibile al momento bandire concorsi. Qualcuno si è speso con generiche soluzioni del tipo : i giardinieri tornino a fare i giardinieri, gli operai i lavori fuori, i vigili fuori dagli uffici. Bene. Si dimentica che nel passato sono state fatte delle precise scelte politiche quali la esternalizzazione del servizio di nettezza urbana e quella parte dei dipendenti comunali, destinataria di tali scelte irreversibili, non interessata da tale processo, è stata utilizzata per coprire i buchi della macchina comunale e adibita a mansioni superiori, non riconosciute economicamente; ricoprono posti che fanno funzionare ingranaggi importanti della macchina, inoltre hanno raggiunto una certa anzianità di servizio che vuol dire usura fisica spesso accompagnata da prescrizioni mediche ineludibili. Insomma la coperta è corta se la si tira da una parte si scopre l’altra e i lavoratori sono persone non pacchi. Ed evito il discorso sulle vertenze legali che seguirebbero senza dubbio, sul costo che ricadrebbe sulle casse comunali, sui servizi ai cittadini.

Il Corpo della Polizia Locale, secondo la normativa vigente,  ha funzioni di polizia giudiziaria, polizia stradale, polizia annonaria, funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, polizia ambientale ecc.ecc. Quindi il lavoro svolto all’esterno trova compimento- per mezzo dell’esiguo personale  presente negli uffici- in atti giudiziari, processi contravvenzionali, denunce, deferimenti alla Autorità Giudiziaria, ricorsi, infortunistica stradale, trattamenti sanitari obbligatori  ecc.ecc.. Tutte indagini ed operazioni delicate che devono essere trattate da personale con la qualifica prevista dalla normativa vigente e non da semplici impiegati amministrativi. Volendo si può aggiungere che chi si rivolge direttamente al Vigile presso il Comando della P.L., sovente, vuole denunciare fatti, cercare soluzioni a problemi privati ecc.ecc. se vuole solo segnalare fatti generici o di minore importanza si rivolge all’ufficio relazioni con il pubblico; Chi telefona al Comando di P.L. cerca il Vigile e delle risposte che solo questo può dargli; non si dimentichi inoltre che presso il Comando di P.L. è presente il sistema di videosorveglianza che monitora parte della città. Vale a dire che è importante la tutela della privacy in tutti i compiti, dianzi elencati in parte, che i Vigili hanno.

Non ci sono compiti e mansioni per il personale amministrativo presso il Comando di P.L., se lo si vuol capire bene. Altrimenti ognuno si assume le sue responsabilità davanti alla Legge e alla Città.

Inoltre giova ricordare che da molti anni a questa parte la normativa riguardante gli Enti Locali ha subìto una continua evoluzione, di pari passo ha proceduto la materia connessa della autonomia impositiva propria del Comune. In tale ottica si è aggiunto un altro onere gravosissimo per la Polizia Locale, quale polizia di prossimità capace di comprendere le trasformazioni sociali ed economiche del territorio, quello di procedere a controlli ed accertamenti nell’ambito tributario.

Quindi scoprire immobili in nero o con diversa categoria catastale, evasione di tributi comunali sugli immobili, sui rifiuti, sugli impianti pubblicitari ecc.ecc. è diventato pane quotidiano del cosiddetto “Vigile di Finanza”.

In tale evoluzione normativa, diverse amministrazioni locali hanno aggiornato l’organizzazione del servizio di Polizia Locale attraverso l’istituzione di appositi nuclei operativi dedicati al contrasto dell’evasione.

Il Comune di Mesagne ha con lungimiranza operato per tempo prevedendo tale figura distaccata per lo più presso l’ufficio tributi: Questo “Vigile di Finanza” che ovviamente conserva tutte le qualifiche dell’Agente di Polizia Locale è specializzato nella materia trattata, non perde alcuna qualità al pari del Vigile specializzato per l’Annona (oggi Commercio), o all’Edilizia, o all’Infortunistica stradale ecc.ecc. Questo “Vigile di Finanza” non lavora solo nell’ufficio tributi rapportandosi al personale amministrativo, ma anche all’esterno dove esegue accertamenti con il potere che la legge gli affida, con la indispensabile qualifica di Agente di polizia giudiziaria, davanti a cui il cittadino interpellato si assume responsabilità che hanno conseguenze.

Per concludere sui Vigili, resta da dire che maneggiano relazioni umane se non si vuol capire questo, vuol dire che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non si può disconoscere  la specificità di tale lavoro e minare la credibilità degli Operatori di P.L..

Infine bisogna dire che margini di miglioramento per rendere più efficiente la macchina comunale ci sono, eccome! ma bisogna aggiungere importanti risorse da investire in un piano di formazione di tutti i dipendenti, così che possa veramente realizzarsi il profilo professionale contrattualmente previsto del collaboratore polifunzionale. Una formazione propedeutica ad un processo motivazionale dei dipendenti che individui reali, eque e trasparenti forme di riconoscimento del merito.

Quel che è certo è che una riorganizzazione del personale fatta per dispetto e a dispetto di tutto e tutti, che procurerebbe danni e ulteriori inefficienze nella macchina comunale, non può che vederci contrari.

Lo diciamo proprio Noi che nel recente passato abbiamo incalzato la amministrazione Scoditti sulla apertura degli uffici anagrafici, che si ricordi erano chiusi il giovedì mattina; una battaglia vinta ma su cui abbiamo scontato tangibili incomprensioni con alcuni lavoratori.

* Segretario Generale Funzione Pubblica Cgil


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Condivido pienamente nel merito quanto descritto da Antonio Macchia, nel metodo intervengo ponendomi in maniera pragmatica e sintetica, anche se sono convinto che il discorso richiederebbe dibattito,partecipazione, confronto ecc. Antonio, tu sai benissimo quanto me, cosa vuol dire in Italia arrivare alla fine del mese con un salario o una pensione da morto di fame che i nostri “governanti ” sotto le direttive di Bruxelles, impongono a noi sudditi-cittadini. Premetto una cosa, caso mai c’è ne fosse bisogno. I salari percepiti dalla classe operaia quando c’era la lira, insieme al sistema bancario di allora, permetteva alle famiglie di traguardare al… Leggi di più »

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