Garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, sostenere le loro famiglie e tutelare la dignità di chi lavora nel servizio. La Failm Servizi Terziario richiama l’attenzione sulla situazione dell’assistenza scolastica integrata e sulla necessità di garantire, contemporaneamente, il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità, il diritto delle loro famiglie a un servizio adeguato e il diritto alla dignità e alla continuità lavorativa degli operatori. Dietro ogni ora di assistenza ridotta non ci sono soltanto numeri o tabelle: ci sono ragazzi, famiglie e lavoratori. Allo stesso modo, non può essere trascurata la condizione degli operatori che ogni giorno garantiscono concretamente il servizio.
Il D.Lgs. n. 81/2015 stabilisce, all’art. 1, che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune del rapporto di lavoro. Eppure, nel settore dell’assistenza scolastica, può verificarsi una situazione paradossale: lavoratori formalmente assunti a tempo indeterminato possono essere impiegati con contratti part-time verticali o ciclici, con l’attività concentrata nei mesi di apertura delle scuole e periodi di non lavoro coincidenti con le sospensioni del calendario scolastico.
Questo significa che un rapporto formalmente stabile può tradursi, sul piano economico, in una significativa discontinuità reddituale. La stessa normativa sul part-time ciclico dimostra che il legislatore ha riconosciuto la particolarità di questa situazione. Tale riconoscimento, tuttavia, non trasforma automaticamente quei periodi in periodi retribuiti. Ed è proprio qui che emerge la contraddizione che la Failm intende porre all’attenzione delle istituzioni. Come può essere considerato un lavoro stabile un rapporto a tempo indeterminato nel quale, per effetto dell’organizzazione del servizio, il lavoratore rischia di rimanere per mesi senza reddito? Non si tratta di mettere in discussione la natura del part-time quando esso è correttamente previsto e disciplinato dal contratto. Si tratta, piuttosto, di interrogarsi su un modello organizzativo nel quale la sospensione del servizio scolastico rischia di trasferire interamente sui lavoratori il costo economico della sospensione dell’attività.
Failm: “Non si possono contrapporre i diritti dei ragazzi a quelli dei lavoratori
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