I conti non tornano. La crisi c’è. Gli azionisti francesi della catena di ristoranti self-service Flunch hanno deciso di chiudere anche il ristorante nella galleria Auchan che dà un reddito, per molti part time, a 23 lavoratori. La notizia è stata comunicata ai dipendenti la scorsa settimana. Prima di inviare il preavviso, che dovrebbe essere di 45 giorni, i dirigenti dell’azienda francese stanno trattando con il Ministero del Lavoro per ottenere la cassa integrazione. Se riusciranno a strappare la nazionale, i lavoratori avranno 6 mesi di tempo per trovarsi un altro lavoro perché dopo arriverà la lettera di licenziamento.
Perché l’azienda francese non vuole più continuare ad investire a Mesagne. Perché i costi sono in perdita; perché i costi gestione del locale all’interno della galleria Auchan è elevatissimo; perché con la crisi il lavoro è diminuito. Un esempio: i capi reparto dell’Auchan o dei negozi della galleria preferiscono portarsi da casa un panino; perché la Cittadella delle Ricerche ha riaperto all’interno la mensa con prezzi più competitivi. E se i conti non tornano, se l’investimento è in perdita, gli azionisti preferiscono chiudere. Potrebbero subentrare altre aziende del settore? Certo, può anche darsi, ma chi dovesse rilevare è obbligato al rinnovare del locale.
Ieri sera i 23 lavoratori, provenienti anche da Brindisi, S. Pietro Vernotico, Torre S. Susanna e Manduria, hanno incontrato al Comune il sindaco Scoditti, il vice sindaco Canuto e l’assessore alle Attività Produttive, Lasala. Gli amministratori hanno promesso di incontrare i responsabili del Flunch. “Speriamo che il Sindaco riesca a convincere altre aziende del settore per salvaguardare 23 posti di lavoro”, dicevano ieri sera i lavoratori uscendo dal municipio.
Flunch chiude, 23 famiglie senza reddito
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