mercoledì , 11 Dicembre 2019
Il 9 febbraio giornata della mobilitazione

Il 9 febbraio giornata della mobilitazione

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Il prossimo 9 febbraio, il sindacato scenderà in Piazza. Sarà una grande mobilitazione sui temi importanti: la Manovra economica, la rivalutazione delle pensioni, la legge sulla non autosufficienza, la separazione dell’Assistenza dalla Previdenza.

Secondo la Uil e la Uilpensionati di Brindisi – STU Appia Antica, per un Governo, che vuole considerarsi del “cambiamento”, “Fare i forti sulla pelle dei più deboli, è una cosa intollerabile”. La negatività è nel mancato rispetto dello status di coscienza, dovere morale per essere “Specchio di Democrazia”.

Il rischio è in un Governo che rimanga sordo alle richieste sociali per poi perdersi sicuramente nel mare dell’individualismo e dell’egoismo. La società non può essere chiusa nell’ortodossia e in un’involuzione politica, fatta di slogan esorcizzanti e populisti, ma in un welfare integrato e solidale, vero motore di sviluppo economico, sociale e umano.Il grande statista Pietro Nenni moriva 38 anni fa, ma in molti si sono dimenticati di alcune persone che hanno speso la loro vita e i loro ideali per l’Italia, come Nenni, Segni, Pertini, De Gasperi, Don Sturzo e Aldo Moro, perché hanno riconsiderato “principi fondamentali” i valori della Libertà, del lavoro, della dignità della persona e della Democrazia regalandoci la migliore Costituzione del mondo. Un tempo i parlamentari insegnavano a essere esaustivi nelle competenze attraverso “la sapienza e il coraggio politico”, a essere sufficienti per mettere mano alla richiesta di cambiamento (o rivoluzione tanta attesa), per essere riformisti e illuministi.

La società chiede alla classe dirigente, la volontà, la responsabilità, l’impegno e la capacità di rispettare “il ruolo e il valore del lavoro”. In un Welfare integrato, distorsivo del sistema barocco, dovrebbe essere positività avvantaggiata e rafforzamento a un Governo, il favorire il cambiamento della sua strategia politica economica. Le proposte della Uil pensionati STU Appia Antica sono chiare perché mettono al centro, la tutela, la promozione delle condizioni di vita e il valore del lavoro. Esse sono orientate nella richiesta di confronto serio e serrato per programmare, tra le altre cose, obiettivie finalità per creare più investimenti in infrastrutture, meno fisco sul lavoro dipendente e sulle pensioni, più flessibilità verso il pensionamento per dare più lavoro ai giovani, alle donne e al Mezzogiorno.

La democrazia non è caduta di stile, come quella recente del presidente del Consiglio Conte nel dire in conferenza stampa di fine anno. Il presidente, lasciandosi andare a una battuta sui tagli alla rivalutazione delle pensioni, aggiunge: “Sarà quasi impercettibile, non sto a farvi i conti, ma parliamo di qualche euro al mese” e poi aggiunge, “Neppure l’Avaro di Molière forse si accorgerebbe di qualche euro al mese in meno”, segni del “Pensare Bene e Razzolare male”.

Il sovranismo è “isolazionismo”. La democrazia, secondo Noi, per essere rappresentativa, ha bisogno di essere partecipativa e contributiva. Quest’ultima è critica radicale della politica di austerità, la quale ha stravolto gli equilibri sociali ed economici del Welfare integrato senza aver pensato a creare le premesse per le future generazioni creando posti di lavoro attraverso una programmazione che ha finalità, obiettivi, verifiche e valutazioni.

Gli anni ottanta sono stati di modernizzazione economica e sociale. Si sono affermati nuovi soggetti economici che hanno posto al centro il rapporto con i territori, dalle piccole imprese alle reti dei distretti industriali. Si è formato uno spirito nuovo alla società segnando il passo verso la ricerca della libertà individuale e il perseguimento di una collettività meno diseguale in una politica di coesione e di coedocomunità sociale, portatrice di solidarietà e di aperture alle grandi idealità collettive e pubbliche.

La “vetrinizzazione del sé” del governogiallo verde di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini ha creato lo spirito di un nuovo vulnus d’individualismo egocentrico mediatico. Nella politica del social media, l’esistenza politica coincide con la “visibilità”, che dovrebbe essere e restare sovrana sull’identità di vivere in un mondo di società possibile verso la persona che s’identifica in “idee comuni dei comuni interessi”.Siamo convinti che è colpa dell’’inefficienza, la causa della povertà. La Uil e la Uil pensionati STU Appia Antica ritengono che la povertà dei cinque milioni di pensionati, che percepiscono meno di 780 euro al mese, è intollerabile per un Paese “Italia Bel Paese”,  mentre il Reddito di Cittadinanza, che ne garantisce la cifra solo a una platea di 200 mila, non è sufficiente a rispondere ai requisiti richiesti “lavoro, servizi, assistenza e previdenza”.

Il riferimento è verso i pensionati e pensionate che, nonostante fossero poveri, in questi anni di crisi hanno aiutato figli e nipoti disoccupati e che continuano a farsi carico dell’assistenza delle loro famiglie e dei congiunti non autosufficienti per la mancanza di servizi pubblici mentre, nello stesso tempo,sono considerati dal Governo, “avari ed egoisti” senza un giusto ricompenso di giustizia, di equità e solidarietà.

Nella retorica della Manovra, la verità è che per la prima volta  il documento è stato considerato “in alto mare” e ancora non si sa, come verranno realizzate “Quota 100” e il “Reddito di Cittadinanza”. La certezza, secondo gli economisti, è che, sicuramente, vivremo per tutto il 2019 “un anno di recessione”. Qualora l’esecutivo rispettasse i tempi, Quota 100 potrebbe partire già ad aprile per i dipendenti del settore privato, mentre per gli statali l’aspettativa dovrebbe essere fino a luglio a causa dell’introduzione dell’obbligo del preavviso di pensionamento.

Il reddito di cittadinanza, invece, potrebbe partire già a marzo e garantire 780 euro mensili ai disoccupati che versano in condizioni economiche di disagio. Per i disabili l’assegno dovrebbe essere più ricco passando da circa 285 a 780 euro. La stessa somma è riservata a chi percepisce una pensione d’inabilità, quindi anche gli invalidi civili con percentuali pari al 100% ma non beneficiari d’indennità di accompagnamento (legge 104).

Da anni la Uil denuncia le incertezze e le oligarchie che fanno fatica a confrontarsi con le parti sociali che hanno tolto tanti diritti e hanno diventare la sicurezza sul lavoro sempre più una “Chimera”, ma senza le parti sociali, senza i corpi intermedi, una democrazia può anche morire, per asfissia.

È interessante sapere quale sarà l’entità della penalizzazione economica cui andrà incontro il lavoratore che sceglierà di utilizzare questa misura per uscire dal lavoro. Bisogna considerare la voce per la sicurezza sul lavoro. La competitività non deve essere pagata col sangue del lavoratore. Tra gennaio e ottobre sono state 945 le denunce d’infortuni mortali sul lavoro. I lavoratori protestano; i giovani denunciano il loro stato di disoccupazione; le persone non autosufficienti chiedono una legge sulla Non autosufficienza. Il 22,5% degli Italiani ha un’età di oltre 65 anni: il 7% di oltre ottant’anni e infine sono 15 mila gli ultra centenari. Di questi solo la politica sembra non volersene rendere conto e continuano a penalizzare gli anziani e l’occupazione per i giovani. La Uil pensionati STU Appia Antica, si chiede del perché la politica è assente anche alla presenza di persone non solo “anziani con gravi handicap comportamentali”?Nessuno sembra che se ne sia accorto che 2,5 milioni di persone in Italia sono “Persone non autosufficienti”.

I pensionati riprendono le bandiere per protestare contro gli ennesimi tagli al potere d’acquisto delle loro pensioni, mentre il cosiddetto Governo del Cambiamento fa cassa, come i Governi precedenti sulle pensioni.

Eppure i pensionati come i lavoratori hanno fatto il loro dovere verso lo Stato e pagano il doppio delle tasse che si pagano in Europa e lo Stato li ricompensa con discriminazioni e ingiustizie. In tre anni la manovra sottrae 3,5 miliardi di euro dalle tasche dei pensionati intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioniall’inflazione.

Secondo il Corriere della Sera, la platea di Quota 100 (62 anni di età anagrafica + 38 di versamenti contributivi), è di 430 mila lavoratori e che sarà certamente una scelta volontaria di ciascun lavoratore. La perdita economica potrebbe arrivare addirittura a quasi un terzo dell’importo che si sarebbe percepito, attendendo la “regolare” pensione di vecchiaia, a fronte di un taglio di circa il 5% per chi anticiperà di un solo anno la propria uscita pensionistica, mentre occorre rilevare la decurtazione del 30% per chi andrà in pensione almeno quattro anni prima. Per chi uscirà con Quota 100 (59 anni di età e 35 di contributi, per effetto degli accordi sindacali aziendali condizionati dalle assunzioni che le imprese dovranno operare (es. riscatto di laurea), l’articolo 22 permette l’accessibilità ai requisiti preposti.

Per il reddito di Cittadinanza occorre ancora limare i provvedimenti e ragionare sui requisiti di accesso. La posta sarebbe di circa 400 milioni di euro nel quadriennio e di 140 milioni nel solo 2019. La proposta del sindacato è di mantenersi sui temi prioritari che sono la crescita e il lavoro. La richiesta è nel riprendere la via del riformismo dando centralità politica al lavoro e al rispetto della democrazia e degli impegni al confronto con il sindacato. Non ci possono essere libertà e democrazia se non si tutelino i lavoratori e i pensionati, (il vero motore di sviluppo della nostra società).

 

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