Sarvesh Gangadhar, 26 anni (nella foto assieme a Mirella Carbone, in giro per la città), è il referente indiano di un gruppo di italiani che ogni anno si recano in India per aiutare i ragazzi “senza casta”, ossia quei ragazzi che per lo Stato indiano non esistono. Del gruppo fanno parte quattro mesagnesi (sorelle Mirella e Maria Carbone, Vita Gioia e la dott.ssa Giusy Galeone), tre calabresi ed un folto gruppo marchigiano. Hanno conosciuto il prete indiano padre Mariadass Alex Ravindran che è stato molti anni in Italia che aveva un desiderio: tornare in India per aiutare i senza casta.”Andiamo in India dal 2011 – dice Mirella – ogni anno. Di solito partiamo a fine gennaio e torniamo a metà febbraio”. Per fare cosa? “Con padre Alex abbiamo costruito un orfanatrofio ed abbiamo dato un tetto a 33 ragazzi maschi, li facciamo studiare, abbiamo costruito una scuola, la BBL che sta per beato Bartolo Longo”. Chi conobbe per primo il sacerdote indiano fu don Saverio Martucci. “Noi abbiamo preso da don Saverio il testimone e proseguiamo questa opera di carità. Nell’orfanatrofio c’è una chiesetta dedicata a don Saverio”, conclude Mirella Carbone. Sarvesh è arrivato a Mesagne sabato proveniente da Ancona. Tra qualche giorno partirà per la Calabria per incontrare gli altri amici.
In un orfanatrofio indiano una chiesetta dedicata a don Saverio Martucci
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