domenica , 17 Novembre 2019

La Uil pensionati pronta a scioperare

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La Uil pensionati di Brindisi è certamente pronta a scioperare per il 15 novembre contro il DDL di Stabilità. I pensionati avranno in media 615 euro in meno nel triennio 2014-2016. Nel 2014 la perdita sarà mediamente di 172 euro, nel 2015 di 217 euro e nel 2016 di 226 euro. Per la fascia che va da 3 a 4 volte la soglia minima sarà di 26 euro nel 2014, di 39 euro nel 2015 e di 45 euro nel 2016; per quella che invece va da 4 a 5 volte la soglia minima sarà di 78 euro per il 2014, di 116 euro nel 2015 e di 123 euro nel 2016 e in ultimo per quella che va da 5 a 6 volte la soglia minima sarà di 182 euro nel 2014, di 309 euro nel 2015 e di 319 euro nel 2016. Per le pensioni d’importo superiore a 6 volte il trattamento minimo (sopra i 3mila euro lordi) l’indicizzazione sarà bloccata per il 2014, con una perdita per questo anno di 403 euro per i pensionati che si trovano in questa fascia. Il taglio alle pensioni stimato è di circa 2,3 mld di euro nel triennio. Il governo non vuole ascoltarci, ma questa volta le proteste sono forti contro le misure del Disegno di Legge di Stabilità. Il Governo aveva detto basta ai tagli lineari. È ora di evitare e di comprendere che i pensionati e i lavoratori pubblici non sono merce su cui scaricare sempre le ruberie delle banche e le loro incapacità nel far quadrare l’equilibrio dei conti finanziari, sgravando sui redditi da pensione e sui servizi. Noi diciamo basta perché vogliamo un paese a misura del cittadino. Chiediamo lavoro, equità e giustizia sociale. Lo abbiamo detto e scritto al presidente del Consiglio Letta; gli abbiamo detto anche che la riforma Fornero ha condannato le persone a lavorare per tutta una vita; e questo è inaccettabile. Il sindacato dice basta a scaricare la crisi sui pensionati, provocando disagi alle loro  famiglie e ai più deboli.

La pensione e il lavoro sono essenziali, lo dice la Costituzione. È giusto riavere la vera dignità e noi del sindacato, il 15 novembre,  siamo pronti a tutelarla. Nella nuova formulazione delle detrazioni, conseguente al DDL sulla Stabilità, sembra che il Governo voglia fare solo finta di diminuire le tasse sul lavoro. Gli effetti dei provvedimenti varati sono molto limitativi ed è peraltro inaccettabile che siano stati completamente esclusi i pensionati, penalizzati dolosamente dal 2 taglio delle agevolazioni. L’intervento di rimodulazione delle agevolazioni previsto dal Disegno di Legge di Stabilità è pari a 500 milioni. Il disegno di Legge chiede “Razionalizzazione delle imprese detraibili dall’imponibile nella misura del 19% (art. 15 del Testo Unico delle Imposte Dirette, Dpr. 917/1986). Fra queste ricordiamo: gli interessi passivi sui mutui; le spese sanitarie, per la parte che eccede i 129,11 euro, costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica diverse da quelle necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione; le spese funebri; i canoni di locazione concordati; ecc.

La Uil pensionati provinciale di Brindisi ricorda al Governo che toccava ai pensionati, per effetto tangibile di equità, avere risorse maggiorate. Ancora una volta abbiamo un disegno di Legge da approvare, assolutamente insufficiente, inadeguato e riduttivo, il quale, in termini di pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione, non facilita una ripresa dei consumi e della domanda interna. Occorre cambiare e dare una svolta. La necessità è di uscire dalla recessione e tornare a crescere. Lo ribadiamo ancora una volta.  La richiesta è in una significativa riduzione delle tasse a lavoratori, pensionati ed imprese che investono e facilitano i consumi interni.

La linea guida è in una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell’occupazione, dell’innovazione e delle politiche sociali. La Uil pensionati di Brindisi è nel rifinanziare subito la cassa integrazione e dare certezze a tutti i lavoratori prima di cadere in stato di povertà relativa/assoluta.

I cittadini tutti (e i pensionati in particolare) chiedono con insistenza equità, giustizia sociale e un reddito da ex lavoratore dignitoso. La performance è nell’approvazione della legge che deve essere l’occasione per diminuire realmente le tasse a lavoratori dipendenti, pensionati ed imprese che creano buona occupazione. In particolare si chiede nella “regola epistemologica del fare” di varare un significativo aumento delle detrazioni per dare maggiore equità e sostegno al reddito per i pensionati, di rafforzare e rendere strutturale la detassazione del salario di produttività e porre fine ad un’esclusione iniqua e ingiusta, che incide sui milioni di lavoratori del settore pubblico e di correggere infine, gli elementi di iniquità della nuova tassazione immobiliare (Trise).

Si chiede una svolta politica economica decisiva e fondamentale per dare sostegno alla crescita tagliando la spesa pubblica improduttiva, facendo tagli non generici ma mirati a ridurre sprechi ed inefficienze delle risorse pubbliche e destinando i 3,3 miliardi delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale ai servizi per gli incapienti, al contrasto della povertà e agli anziani e alle persone non autosufficienti. Gli italiani pagano troppe tariffe e tasse per un incasso di 413,3 miliardi di euro. Il podio, molto oneroso, è per l’IRPEF (34,7%) con un gettito vicino ai 164 miliardi di euro all’anno e all’IVA (19,7%) con poco più di 93 miliardi di euro. Le altre tasse, più pesanti, sono per le Aziende con l’Imposta regionale sulle attività produttive e l’Imposta sul reddito delle società. L’Irap (7,0%) incide per il cittadino, con un gettito all’anno di 33,2 miliardi, mentre l’Ires (7,0%) con 32,9 miliardi. La nuova Trise su rifiuti e servizi comunali (al posto della Tares) è un tributo che si paga in relazione al possesso e alla locazione di un immobile (pagano in percentuale, quindi, anche gli inquilini). È un quadro che nella sua significatività, evidenzia costrizione facendo pagare le imposte, e criticità nella presa dei servizi offerti dallo Stato.

A nostro avviso occorre una terapia d’urto per contrastare la povertà in aumento e rimettere in moto la crescita. Il Paese è stanco e bisogna combattere le emergenze. Rivalutare le pensioni è necessario rivedendo e correggendo gli elementi di iniquità e rigidità introdotti dalle norme Fornero sul sistema previdenziale. È indispensabile ripristinare i meccanismi di indicizzazione delle pensioni esistenti prima dell’entrata in vigore del decreto legge n.201/2011, evitando l’erosione progressiva che i trattamenti pensionistici hanno subito in questi anni.

Se i pensionati stanno male, i giovani e gli adulti stanno peggio. È un obbligo prioritario abbattere il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto livelli d’allarme rosso. La mancanza di lavoro ha messo in crisi le famiglie. I giovani, trovandosi senza lavoro, rifiutano di formare una famiglia propria e si tutelano, invece, con la pensione dei o del genitore. In Puglia la disoccupazione è passata dal 15.2% al 19.1% nel secondo trimestre 2013 (+ 3.9%) rispetto al secondo trimestre 2012. La povertà assoluta è stata in Italia nel 2012 del 6.8% rispetto al 5.2% del 2011. La povertà relativa in Italia è stata del 12.7% nel 2012, mentre in Puglia l’incidenza di povertà è del 28.2%.

Per la Uil pensionati di Brindisi bisogna risolvere le urgenze e i bisogni dei cittadini tagliando le tasse e rilanciando la crescita economica e l’occupazione. Il Mezzogiorno chiede la riduzione della pressione fiscale. Potrebbe essere il primo passo per l’azzeramento completo dell’IRAP, che cosi saremmo in grado di agevolare le nuove imprese e le attività imprenditoriali in fase di rilancio garantendo loro nuova liquidità necessaria per la crescita locale.

Il sindacato esprime al Governo, il suo giudizio negativo per non aver ripreso, qualche mese fa, il tavolo di confronto sui nodi strutturali della riforma Monti/Fornero. La Uil pensionati chiede di affrontare le sfide lottando contro le emergenze e tornando a sostenere la domanda interna, anche attraverso una lotta all’evasione fiscale. Occorre rimettere nel dibattito politico le emergenze del Mezzogiorno non costringendo ad andare all’estero i figli dei pensionati; i quali, quest’ultimi, molto irritati e spenti per l’età, non sanno se sarà possibile un indomani, avere l’occasione di rivedere ancora una volta, i propri figli prima di morire. L’idea culturale è di avere un nuovo patto sociale nel paese Europa e nel paese Italia, che dia lavoro a tutti, ma la realtà è che noi chiediamo provvedimenti concreti e possibili per un equilibrio dei conti finanziari, mentre il Paese Italia marcia a due velocità e quella a rischio di povertà assoluta è nella gente povera e ammalata del Sud.


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