I LETTORI CI SCRIVONO Quando si parla del Mesagne Calcio si parla di una realtà che appartiene alla storia e alla passione della nostra città. Proprio per questo credo che il confronto sul presente e sul futuro della società debba essere affrontato con equilibrio, conoscenza e soprattutto responsabilità. Criticare una gestione è legittimo, ma prima di esprimere giudizi sarebbe importante comprendere cosa significhi oggi amministrare una società sportiva. Rispetto al passato, il calcio dilettantistico è profondamente cambiato: esistono contratti con giocatori e staff, obblighi fiscali e contributivi, adempimenti federali, assicurativi e amministrativi, scadenze e responsabilità precise. Non si può più pensare di gestire una società con le logiche informali di un tempo. Anche le sponsorizzazioni devono essere rapporti reali, trasparenti e documentati. Oggi amministrare una società significa assumersi responsabilità, programmare le risorse e rispondere delle proprie scelte. È facile commentare una partita o una campagna acquisti; molto più difficile è stare dall’altra parte e affrontare ogni mese contratti, scadenze, fornitori, collaboratori, calciatori e tutti gli obblighi che una società deve rispettare. Il Mesagne Calcio ha già attraversato nel corso degli anni diverse esperienze societarie e alcune non hanno avuto l’esito sperato. Proprio la storia dovrebbe insegnarci a non trasformare ogni confronto in uno scontro tra persone. Se l’attuale gestione commette degli errori, è giusto evidenziarli e discuterne. Ma se qualcuno ritiene che debba esserci un’alternativa, sarebbe altrettanto giusto presentare un progetto concreto, con risorse, organizzazione e persone disposte ad assumersi le proprie responsabilità. Anche l’eventuale restituzione del titolo al Comune non può essere considerata automaticamente la soluzione: bisognerebbe chiedersi cosa accadrebbe il giorno dopo, chi si farebbe avanti e con quale progetto. Il Mesagne Calcio non ha bisogno di guerre personali né di divisioni. Ha bisogno di chiarezza, programmazione e soprattutto di persone disposte a metterci la faccia. Perché criticare è facile. Amministrare, assumersi responsabilità e garantire continuità è molto più difficile. E alla fine, al di là di chi gestisce oggi o di chi potrebbe gestire domani, dovrebbe esserci una sola priorità: il futuro del Mesagne Calcio e il rispetto per la sua storia e per la sua città.
Mesagne Calcio, oggi servono responsabilità e un progetto
Post precedente
Domenica 4 ottobre a Mesagne
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio