Mesagne riparte dopo la parentesi commissariale. Viviamo i giorni in cui, di solito, si discute di proposte e di progetti. Francesco Rogoli e Toni Matarrelli si sono incontrati più volte ed hanno parlato in toni positivi. E questo, di per sé, è già buona cosa. Se si trattano i temi del bene della città, è difficile non essere d’accordo. Rogoli si é trovato allineato sul concetto di proseguire il buon lavoro fatto sinora, come ha detto ieri il giudice Sardiello in occasione della sua proclamazione.
Dicevano che se il tema é il bene della comunità, non è difficile concordare su come riuscirci. Certo, sarà un percorso lungo. Una maratona. Ma ogni maratona inizia con un passo. Ieri si è fatto il primo passo. Ora ci vuole concretezza perché la città ne ha bisogno. Ora si tratta di raccogliere i suggerimenti che Rogoli e i suoi candidati consiglieri hanno avuto dalla gente quando in campagna elettorale sono andati a trovarli per chiedere il voto. È inutile nasconderlo: Mesagne (ma tutta l’Italia e il mondo) in questo momento non è una isola felice. I problemi sono in crescendo. Bisogna lavorare. Molto. Tutti, a qualsiasi livello.
Guai a distruggere la netta risposta che ha dato la città. La continuità è ritenuta un perno intorno al quale far girare la crescita di Mesagne per portarla a livelli ancora più alti.
Rogoli è carico di idee, di energia mentale e di strategie intorno alle quali ruota il futuro della nostra città. Inoltre ha voglia di compiere il miracolo: ricompattare e resuscitare lo spirito vincente della coalizione. Lo ha spiegato ieri. E’ stato capito? Bisogna fare ammenda degli innegabili errori fatti e pensare ad una giunta di spessore, uomini e donne pronti ad accelerare il processo di crescita della città. Senza inciampi e incertezze. Non é augurabile un inizio zoppicante: potrebbe non esserci più il tempo per rimediare. La costruzione della squadra attorno a Rogoli sarà fondamentale. Anzi l’unica cosa che conterà. Il cosiddetto “campo largo” si deve mettere nelle condizioni di iniziare questa nuova stagione in modo brillante. Perché non sarà sufficiente che Rogoli e Matarrelli si vogliano bene, ma che arrivino gli assessori giusti nei ruoli giusti. L’equilibrio interno, inutile nasconderlo, appare precario. Tutti devono lavorare per evaporare malumori e dissapori, perché il problema sorgerebbe di fronte a un governo deludente e ad un inizio senza brillantezza. La città si aspetta un governo competitivo. È l’unica strada, perché non è più tempo di chiacchiere e progetti, non è il momento di vendere parole, ma di lavorare con concretezza. E’ il tempo di programmare.