La RSU e le rispettive sigle sindacali di GE Avio hanno siglato un accordo per l’uscita di circa 40 unità (licenziamento) attraverso la Naspi, dimostrando alle istituzioni che rappresentano un’azienda oramai in crisi; il tutto appare surreale dal momento che, su testate giornalistiche e in televisione, nello stesso periodo dell’avvenuto accordo Naspi, ci si vanta di assunzioni per circa 30 unità a tempo determinato in codesta azienda; è sicuramente molto semplice dimenticare che, per causa pandemica, tanti giovani già formati, ad un passo dal traguardo dell’assunzione a tempo indeterminato, sono rimasti a casa, e che gli era stato garantito che alcuni di loro sarebbero stati reintegrati: false speranze probabilmente, parole, parole, che purtroppo non sappiamo veritiere fino a che punto.
L’accordo siglato trattava l’impossibilità dell’azienda di adottare misure alternative a tale scelta, asserendo l’inesistenza di condizioni per una ripresa dell’attività con la medesima consistenza; dette affermazioni attualmente risultano una vera e propria presa in giro, dal momento che vengono ricercate nuove assunzioni a fronte di uomini, giovani, ingiustamente esclusi e trascurati!
Nonostante il tentativo di paventare un idillio che al momento in azienda non c’è, intanto in GE Avio traspare la volontà di negare la possibilità , ai figli dei dipendenti, ai loro parenti, di concorrere ad una eventuale assunzione in azienda, anche nelle ditte terze che operano nello stabilimento di GE Avio; questa decisione, oltre che eticamente discutibile, e difficilmente comprensibile, è sicuramente in contrasto con ciò che è successo con figli e parenti fino a poco tempo fa; è strano perché, anni fa, era proprio Avio a chiedere i curriculum di parenti e conoscenti, con caratteristiche idonee alle nostre lavorazioni.
Nella fattispecie: una persona, un giovane, presentando regolarmente un brillante curriculum, dovrebbe essere escluso da una eventuale selezione solo perché magari un lontano parente lavora in GE Avio? È veramente aberrante il contenuto di tale comunicazione; l’azienda, al fine di preservare la propria immagine, intraprende una strada che genererà una vera e propria discriminazione. Ovviamente, non si vuole giustificare l’assunzione di amici o parenti non aventi i giusti requisiti di assunzione, ma si recrimina la scelta di escludere a priori gente potenzialmente qualificata per la sola condizione di appartenere ad una famiglia anziché ad un’altra.
L’accordo siglato trattava l’impossibilità dell’azienda di adottare misure alternative a tale scelta, asserendo l’inesistenza di condizioni per una ripresa dell’attività con la medesima consistenza; dette affermazioni attualmente risultano una vera e propria presa in giro, dal momento che vengono ricercate nuove assunzioni a fronte di uomini, giovani, ingiustamente esclusi e trascurati!
Nonostante il tentativo di paventare un idillio che al momento in azienda non c’è, intanto in GE Avio traspare la volontà di negare la possibilità , ai figli dei dipendenti, ai loro parenti, di concorrere ad una eventuale assunzione in azienda, anche nelle ditte terze che operano nello stabilimento di GE Avio; questa decisione, oltre che eticamente discutibile, e difficilmente comprensibile, è sicuramente in contrasto con ciò che è successo con figli e parenti fino a poco tempo fa; è strano perché, anni fa, era proprio Avio a chiedere i curriculum di parenti e conoscenti, con caratteristiche idonee alle nostre lavorazioni.
Nella fattispecie: una persona, un giovane, presentando regolarmente un brillante curriculum, dovrebbe essere escluso da una eventuale selezione solo perché magari un lontano parente lavora in GE Avio? È veramente aberrante il contenuto di tale comunicazione; l’azienda, al fine di preservare la propria immagine, intraprende una strada che genererà una vera e propria discriminazione. Ovviamente, non si vuole giustificare l’assunzione di amici o parenti non aventi i giusti requisiti di assunzione, ma si recrimina la scelta di escludere a priori gente potenzialmente qualificata per la sola condizione di appartenere ad una famiglia anziché ad un’altra.
Ricordiamo che, in quanto dipendenti, abbiamo mogli, figli, parenti, amici e affini; dato che si conoscono in tanti, quanti potenziali lavoratori saranno esclusi? Chi potrà accedere nel mondo Avio come lavoratore dipendente? Crediamo sia corretto che la RSU prenda posizione e faccia cambiare questo assurdo criterio di valutazione parentale, e naturalmente l’esclusione di tanti ex lavoratori GE AVIO lasciati a casa per la pandemia, impegnandosi concretamente nell’affrontare dinamiche che sicuramente non porteranno lustro all’azienda e ai lavoratori.