In merito all’articolo comparso oggi sul nostro giornale, il sindaco Pompeo Molfetta ha precisato che è stato presente allo stadio per tutta la durata dell’incontro e fin dopo la sua conclusione rimanendo invischiato, come tutti gli altri sportivi, con la propria autovettura nel fango e avendo avuto – esattamente come tutti i partecipanti – notevoli difficoltà a raggiungere il proprio autoveicolo dovendo avanzare nel guado. Nessuna «fuga» prima del finale di partita: anzi, ad onor di cronaca, il Sindaco ha coordinato per tutta la durata dell’incontro ogni operazione di ordine pubblico e sicurezza in costante comunicazione con la dott.ssa Cotardo, commissario di P.S. ed ha lasciato lo stadio solo quando quasi tutto il pubblico era defluito. Ha aggiunto che “molte sono le criticità da affrontare, ereditate ed attuali, sulla struttura sportiva”. E conclude: “Questa precisazione è dovuta perché la volontà , l’impegno e la presenza delle Istituzioni – e degli uomini che le
rappresentano – non vengano travolte anch’esse nella fiumana della polemica”.
Risponde il Direttore.
Caro Sindaco sappiamo bene che ieri eri allo stadio, come ogni domenica. Per un tratto della gara abbiamo scambiato le nostre opinioni riguardo lo sgombero dello stadio a fine partita. E sappiamo anche che sei stato in stretto contatto con la Dirigente Ps per coordinare l’ordine pubblico. Il Sindaco è il primo responsabile dell’ordine pubblico di una città . Poi sei andato via e al termine della partita ci hanno riferito – prendiamo atto erroneamente – che eri andato via prima del triplice fischio. Invece sei rimasto sino al termine dell’incontro e, purtroppo, anche tu sei rimasto invischiato nel fango. Ma caro Sindaco sai bene che la questione non è questa. Dici bene quando scrivi “Sono molte le criticità da affrontare”.
Però…i cittadini sono stanchi di sentirsi ripetere “abbiamo ereditato”. E’ il classico “scaricabarile”.
Caro Sindaco quando hai voluto candidarti sapevi bene di queste (e altre) criticità . Basta con il rimpallare le responsabilità alle passate Amministrazioni comunali delle quali, non dimentichiamolo, tu facevi parte. Non sono d’accordo neppure quando parli “della volontà , l’impegno e la presenza delle Istituzioni”. No, caro Sindaco, queste cose non le abbiamo ancora viste. Saremo i primi a prenderne atto quando le parole saranno sostanziate dai fatti.
E per concludere non accettiamo neppure la parola “polemica”. Ma che fai, scherzi? Mettere in risalto quanto accade in città la chiami polemica?
Caro Sindaco, per restare nei termini calcistici che noi due conosciamo bene, permettimi di dirti di uscire dalla posizione difensiva. Nella tua precisazione abbiamo notato quasi un sentimento di sdegno per quanto abbiamo scritto. Smettila di sentirti ospite innocente di questi problemi. Hai promesso che avresti restaurato questa città , i mesagnesi ti hanno votato perché vedevano in te un nuovo protagonista della storia di Mesagne. E, per restare in termini calcistici, ti si è messo in un gioco imprevedibile, pieno di pericoli ma anche di opportunità al quale non ti puoi più sottrarre. Con l’affetto e la stima di sempre. Pino Messe    Â
Precisazione del sindaco Molfetta
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Mi chiedo, mattonelle, asfalto o “chianchi” che presumibilmente dovevano essere utilizzati per coprire quella strada….in quale villa sono andati a finire….
scherzi a parte…o quasi…
naturalmente questa amministrazione ha poche responsabilità , anzi, come su questa tematica ha semmai un opportunità di fare quello che, incredibilmente, le precedenti amm.ni non han fatto
Questo sindaco pare sempre più assomigliare al Papa di Nanni Moretti.
Il Pontificato è cosa troppo grande e impegnativa haimè, e proprio come nel film, il senso di ineguatezza di questa giunta è ormai chiara a tutti, anche al di là di questo, a mio parere, puerile comunicato stampa.