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AttualitàComunicati StampaSport

Gara del Brento: una giornata da incorniciare per l’Atletica Mesagne. FOTO

by Giuseppe Messe 27 Settembre 2026
scritto da Giuseppe Messe

Prima società classificata al Trofeo delle Due Torri che si è svolto questa sul litorale adriatico di Santa Sabina. L’Atletica Mesagne ha presentato al nastro di partenza ben 21 atleti, 21 persone che hanno avuto il coraggio di mettersi alla prova in una gara di 21 km tutt’altro che semplice. Un percorso sterrato, tanto vento e una distanza impegnativa hanno reso la T2T – Gara del Brento una vera prova di forza, resistenza e carattere.

I RISULTATI Santino Zaminga 1° assoluto – 1:27:10; Francesco Caliandro 3° assoluto – 1:29:01; Pasquale Carlucci 4° assoluto – 1:29:21 1°SM

 

Gaetana Fasano 1ª donna assoluta – 1:39:04. Una vittoria speciale per Gaetana, che conquista il primo posto anche quest’anno, dopo il successo della scorsa edizione.

 

TANTI ALTRI PODI DI CATEGORIA Rita De Tommaso 1ª categoria SF55 – 2:02:41; Martina Nigro 1ª categoria SF – 2:11:41; Roberta Scafa 4ª categoria SF55 – 2:13:37; Oronzo Antico 3° categoria SM35 – 1:34:40; Andrea Lofredo 2° categoria SM50 – 1:32:11;  Antonio Lanzillotti 3° categoria SM55 – 1:39:13

Un applauso ancora più grande a tutti e 21 i partecipanti! Perché affrontare una gara così, con sterrato, vento e 21 km da percorrere, richiede coraggio, determinazione e voglia di non mollare. Chi è salito sul podio ha raccolto il frutto della propria prestazione, ma chiunque abbia tagliato il traguardo ha contribuito al risultato della squadra.21 atleti. Un’unica squadra. Un unico cuore.

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Accade in CittàAttualitàCronacaCulturaPolitica

Mesagne. Festa dell’Unità: l’appello dei giovani

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

Riportiamo l’intervento fatto ieri sera dalla giovane Enrica Sconosciuto ala Festa dell’Unità di Mesagne.

Enrica Sconosciuto

Questa festa nasce da una consapevolezza precisa: una comunità che cresce è una comunità che condivide, che discute, che coinvolge, senza lasciare indietro nessuno. È un onore e una grandissima responsabilità rappresentare, su questo palco, il gruppo dei Giovani Democratici della provincia di Brindisi e constatare che, in Puglia come nel resto d’Italia, le Feste de L’Unità si stanno riappropriando del posto che più gli appartiene: i luoghi di incontro della gente.
Di questo, il più grande merito va attribuito ai militanti che, a Mesagne come altrove, curano per mesi – con responsabilità e dedizione – ogni dettaglio di ciò che vedete stasera attorno a noi, riunendosi quasi ogni giorno dopo lunghe giornate di lavoro o prima di iniziare un turno, tenendo aperte le sezioni cittadine del Partito.
E credo che proprio da qui dobbiamo ripartire. Dalla comunità. Dalla militanza. Dalla politica che torna a stare in mezzo alle persone. Ma, soprattutto, dal coraggio. Il coraggio di avere delle posizioni. Il coraggio di dire che la sicurezza è un diritto di tutti, ma che sicurezza non può significare soltanto repressione: significa anche scuole, servizi, lavoro dignitoso, periferie vive, carceri che rispettino la dignità umana. Perché oggi nelle carceri italiane ci sono oltre 64 mila persone a fronte di poco più di 51 mila posti regolamentari, con decine di istituti oltre il 150% di affollamento. E il coraggio significa anche non voltarsi dall’altra parte davanti a Gaza.
Come Partito Democratico abbiamo il dovere di chiamare le cose con il loro nome quando il diritto internazionale viene violato e quando una popolazione civile viene sottoposta a una tragedia immane. La nostra posizione è chiara: fermare le violenze, garantire gli aiuti umanitari, riconoscere il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e costruire una pace fondata sulla soluzione dei due Stati. Perché una sinistra che ha paura delle proprie parole finisce per non avere più una propria identità. E noi, invece, dobbiamo tornare ad avere un volto. Un volto riconoscibile.
Quello di chi difende la scuola pubblica e l’inclusione. Quello di chi pensa che un bambino non debba essere escluso perché nasce in una famiglia povera, perché ha una disabilità o perché ha una storia familiare diversa. Quello di chi considera gli asili nido una politica economica, sociale e di libertà, non un semplice servizio. Oggi nei servizi educativi per la prima infanzia abbiamo 31,6 posti ogni 100 bambini tra zero e due anni. E il PNRR aveva previsto un investimento enorme proprio per aumentare quei posti. Perché sostenere le famiglie significa anche permettere alle donne di lavorare e ai bambini di crescere in luoghi di educazione e socialità.
E significa parlare di casa. Perché non possiamo continuare a chiedere ai giovani di costruirsi una vita autonoma quando il costo della casa e degli affitti rende quell’autonomia sempre più difficile. Oggi più di due terzi dei giovani tra i 18 e i 34 anni vivono ancora nella famiglia d’origine. E l’Istat individua proprio nella precarietà lavorativa, nelle difficoltà di accesso alla casa e nell’incertezza economica alcuni dei fattori che ritardano il percorso verso l’autonomia.
Questa è politica. E se parliamo di giovani, dobbiamo dirlo con chiarezza: la nostra generazione non è disinteressata alla politica. È una generazione che ha idee, che si mobilita, che studia, che si indigna, che partecipa. Alle europee del 2024 il Partito Democratico è risultato il primo partito tra gli under 30, con il 18% secondo le rilevazioni YouTrend. Ma questo dato non deve diventare un motivo per accontentarci: deve diventare una responsabilità. Perché se una ragazza o un ragazzo ci vota, poi dobbiamo essere capaci di rispondere alla domanda più difficile: che futuro gli stiamo costruendo? E in Puglia questa domanda, oggi, passa anche dal diritto allo studio. Nelle ultime settimane migliaia di studentesse e studenti pugliesi hanno vissuto nell’incertezza sul futuro delle borse di studio ADISU. Parliamo di circa 20 mila idonei. Le graduatorie definitive sono arrivate il 24 settembre, ma il fatto stesso che migliaia di ragazze e ragazzi abbiano affrontato l’inizio dell’anno accademico senza certezze ci dice che il diritto allo studio non può essere una promessa: deve essere una garanzia.
E dobbiamo avere il coraggio di mettere al centro del dibattito anche ciò di cui troppo spesso non si parla. La salute mentale. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Il disagio psicologico di una generazione cresciuta dentro una trasformazione enorme, tra pandemia, precarietà, social network e aspettative sempre più difficili da sostenere. La salute non è soltanto quella del corpo. E investire nella salute significa investire nella sanità pubblica, nella prevenzione, nella ricerca. Significa investire nella scuola e nell’università. Significa smettere di considerare queste voci come un costo e iniziare a considerarle per quello che sono: l’infrastruttura del futuro del Paese. Perché possiamo discutere sui numeri dei bilanci, ma non possiamo negare che esistano specifiche riduzioni di finanziamento in settori come la ricerca, la scuola e la prevenzione sanitaria, mentre il PD chiede invece di rafforzare strutturalmente questi ambiti.
E quindi ci sono le donne. E qui il coraggio assume un significato ancora più grande. Perché le quote di rappresentanza sono importanti, ma non bastano. La parità non è soltanto avere più donne nei consigli di amministrazione o nelle liste elettorali. La parità significa dividere il lavoro di cura. Significa un congedo realmente paritario. Significa permettere a una donna di diventare madre senza dover scegliere tra la maternità e il proprio lavoro. La proposta sostenuta dal PD per cinque mesi di congedo al 100% per ciascun genitore è stata bocciata in Parlamento: noi dobbiamo continuare a considerare la parità genitoriale una questione di libertà e di giustizia sociale.
E proprio parlando di libertà, pochi giorni fa abbiamo salutato Emma Bonino ed, oltre ogni appartenenza, abbiamo considerato un assunto semplice e terribile: i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Il suo insegnamento è semplice: i diritti vanno difesi. E’ stata una donna che ha avuto il coraggio di combattere battaglie che, quando le iniziò, sembravano impossibili. Alcune di queste battaglie non sono finite a partire da quella per la libertà delle donne di vivere relazioni fondate sul rispetto e sul consenso. Nel 2024 sono state 116 le donne vittime di omicidio; 106 sono state stimate dall’Istat come vittime di femminicidio. Nel 2025, inoltre, circa 6 milioni e 400 mila donne italiane tra i 16 e i 75 anni hanno dichiarato di aver subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. E nel primo semestre del 2026 sono stati registrati 34 femminicidi. Di fronte a questi numeri non basta indignarsi dopo l’ennesimo femminicidio. Serve prevenzione. Serve educazione. Serve educazione sessuo-affettiva. Serve insegnare il consenso, il rispetto, la libertà dell’altra persona. E serve farlo nella scuola. Per questo continueremo a batterci contro una politica che pone ostacoli all’educazione all’affettività e al consenso proprio nei luoghi in cui sarebbe più necessaria.

Serve, poi, – sotto ogni profilo – un nuovo ambiente. E anche qui dobbiamo avere il coraggio di non scegliere tra sviluppo e sostenibilità, di intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile che ci consenta anche di difendere una delle nostre più grandi ricchezze: il patrimonio paesaggistico. E la transizione energetica non può essere raccontata come una minaccia: deve diventare una grande politica industriale, capace di creare lavoro, innovazione e autonomia energetica. Oggi la quota di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali è al 19,4%, ancora troppo lontana dalla traiettoria necessaria per gli obiettivi fissati al 2030. E insieme alla transizione energetica dobbiamo governare quella tecnologica.
L’intelligenza artificiale c’era già ma adesso è qui. L’Europa ha iniziato ad applicare il suo AI Act e l’Italia ha approvato una propria legge sull’intelligenza artificiale. Ma la sfida non è soltanto stabilire cosa può fare un algoritmo. È decidere cosa succede ai lavoratori, ai dati personali, alla scuola, all’informazione, alla democrazia. La tecnologia deve essere uno strumento nelle mani delle persone, non un potere senza regole nelle mani di pochi.

E poi c’è il lavoro. Un ragazzo di 22 anni, Andrea Moretti, è morto pochi giorni fa mentre lavorava al Colosseo, precipitando da circa dieci metri. La Procura di Roma indaga per omicidio colposo legato alla sicurezza sul lavoro. E io penso che davanti a una morte così non possiamo limitarci a dire che è stata una tragedia. Dobbiamo dire che il lavoro deve essere sicuro. Sempre. E deve essere pagato dignitosamente. Per questo servono salari più alti, un salario minimo, meno precarietà e una lotta senza tregua ad ogni forma di caporalato. Perché il caporalato non è un fenomeno lontano. È anche in Puglia. È in agricoltura. È sfruttamento. È lavoro senza diritti. Ancora oggi l’INPS è impegnata in campagne straordinarie contro lo sfruttamento lavorativo proprio nelle aree agricole a maggior rischio.
Infine, non per ultimo, perchè fondamenta di ognuna di queste questioni, c’è la democrazia. C’è il diritto di voto. E c’è una legge elettorale che in queste settimane è al centro di uno scontro parlamentare molto duro. Il Partito Democratico ha contestato sia il nuovo sistema elettorale sia le modalità con cui viene affrontato il voto dei fuori sede, chiedendo procedure più semplici e realmente accessibili a chi studia o lavora lontano dal proprio comune di residenza. Gli emendamenti PD presentati su questo punto sono stati respinti. E non è un dettaglio. Perché una ragazza di Mesagne che studia a Milano, Torino o Roma non deve essere costretta a scegliere tra il proprio futuro e il proprio diritto di voto. La democrazia deve inseguire la vita delle persone, non costringerle a fermarsi per poterla esercitare.
E così arriviamo al 2027. Perché il 2027 non deve essere soltanto un appuntamento elettorale. Deve essere una sfida culturale. Una sfida che riguarda il Partito Democratico e riguarda noi Giovani Democratici. Noi possiamo essere il motore di un cambiamento anche dentro il nostro Partito. Possiamo chiedere più spazio, certo. Ma soprattutto dobbiamo prenderci più responsabilità. Dobbiamo avere il coraggio di proporre. Di discutere. Di ascoltare quando è necessario Di criticare quando serve. E soprattutto dobbiamo tornare a parlare alle persone con parole semplici e con dati veri. Perché in questi anni si è fatta strada una cultura dell’odio che vive nelle piazze, nei social, nelle nostre discussioni quotidiane. E noi dobbiamo scegliere l’altra strada. Quella della verità. Quella del confronto. Quella della politica che non alimenta tifoserie ma costruisce comunità. Lo abbiamo visto anche in questi giorni a Genova, davanti a una scuola, dove uno striscione realizzato dai bambini e dai loro genitori con la scritta “Qui nessun* è straniero” è stato rimosso dalla Digos e poi restituito dopo gli accertamenti della Questura. Al di là delle responsabilità specifiche che saranno chiarite, quella vicenda ci ricorda quanto sia importante difendere una scuola che insegna a stare insieme, non a costruire nemici. Perché noi non vogliamo una politica che abbia bisogno di un nemico per esistere. Vogliamo una politica che abbia bisogno di un futuro. E allora il nostro compito, da giovani, è proprio questo: non aspettare che qualcuno ci consegni il futuro. Ma Costruirlo. Con coraggio. Con le nostre idee. Con le nostre battaglie. Con la nostra presenza. E con la consapevolezza che la sinistra torna ad essere forte quando è riconoscibile, quando parla di lavoro, di diritti, di scuola, di casa, di salute, di ambiente, di libertà.
Quando torna a parlare alle persone e quando riesce a dare loro una cosa che oggi sembra rivoluzionaria: la speranza. Ce lo ha detto il Maestro Guccini nella sua “Ho ancora la forza” e noi questo insegnamento lo abbiamo ereditato: abbiamo ancora la forza di non tirarci indietro, di sceglierci la vita masticando ogni metro. Buon Festa de L’Unità a tutti.

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AttualitàComunicati StampaCronaca

Sei persone arrestate per rapina, furto aggravato, estorsione, maltrattamenti in famiglia

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

A Brindisi, i Carabinieri hanno arrestato un 54enne in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, poiché gravemente indiziato di 7 furti perpetrati nel periodo febbraio – luglio 2026 tra Mesagne e Brindisi, in danno di vari esercizi commerciali. Le indagini svolte dai militari, consistenti nell’acquisizione e nell’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza delle attività commerciali, hanno consentito l’identificazione dell’autore dei furti;
San Pietro Vernotico, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne extracomunitario di nazionalità gambiana, irregolare sul territorio nazionale, per rapina in danno di un panificio. Il giovane, armato di coltello, dopo aver strappato dalle mani della cassiera la merce acquistata, è fuggito ma é stato bloccato subito dopo dai Carabinieri, immediatamente giunti sul posto a seguito dell’evento;
Villa Castelli, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 27enne poiché indagato per i reati di estorsione e maltrattamenti in famiglia commessi nei confronti della madre, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brindisi; hanno denunciato un 19enne poiché, controllato a bordo della propria autovettura, è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente del tipo “hashish” e di un coltello della lunghezza complessiva di 22 cm. Lo stupefacente e l’arma sono stati sequestrati; hanno arrestato un 49enne per evasione poiché, sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare, è stato sorpreso nel centro abitato senza giustificato motivo;
San Vito dei Normanni, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un minorenne di nazionalità egiziana in esecuzione di un provvedimento di custodia in un Istituto penale minorile, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, a seguito delle reiterate violazioni alle prescrizioni imposte con la misura cautelare cui era sottoposto;
Fasano, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno denunciato un 52enne per furto aggravato, poiché aveva asportato da un noto centro commerciale generi alimentari, bevande e vari capi di abbigliamento, occultandoli all’interno del proprio zaino. La merce rinvenuta a seguito della perquisizione è stata restituita ai proprietari delle attività;
Torre Santa Susanna, i Carabinieri hanno arrestato un pregiudicato del luogo per violazione degli obblighi e delle prescrizioni inerenti alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, poiché sorpreso alla guida di un’autovettura con patente revocata, nonché sprovvisto della carta di permanenza;
San Pancrazio Salentino, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un 25enne per danneggiamento e insolvenza fraudolenta, poiché si è allontanato fraudolentemente da un’area di servizio dopo aver consumato alimenti e bevande, danneggiando altresì con la propria autovettura alcuni veicoli parcheggiati all’interno della stessa;
Francavilla Fontana, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno denunciato un giovane poiché, controllato alla guida della propria autovettura, è stato trovato in possesso di un tirapugni in metallo, successivamente sequestrato.

Complessivamente sono state controllate 32 autovetture, identificate 66 persone, elevate 8 contravvenzioni al Codice della Strada e segnalate all’autorità amministrativa 9 persone poiché trovate in possesso di sostanze stupefacenti del tipo “hashish” e “cocaina” per uso personale, sottoposte a sequestro.

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Attualità

Bellissimo bacio di Saturno alla Luna quasi piena

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

Il 27 settembre bellissimo bacio di Saturno alla Luna quasi piena: a che ora e come vederlo dall’Italia. Questa sera, domenica 27 settembre 2026, potremo vedere nei cieli d’Italia un bellissimo bacio tra la Luna e Saturno. La congiunzione astrale avrà inizio attorno alle 19:30 ora di Roma, quando il “Signore degli Anelli” sorgerà a est, poco più a destra della compagna della Terra. Il fenomeno astronomico andrà avanti per tutta la notte, tra la costellazione dei Pesci e la Balena. Come indicato nella rubrica “Il cielo del mese” dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), quello di questa sera è il quarto e ultimo valzer celeste di settembre.

 

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Accade in CittàAttualitàBasketSport

Basket. Virtus Mesagne-Virtus Molfetta

by Giuseppe Messe 27 Settembre 2026
scritto da Giuseppe Messe

Dopo le indicazioni positive raccolte nel corso della pre-season, è arrivato il momento dell’esordio ufficiale. La neo promossa Virtus Mesagne oggi (domenica 27 settembre ore 18) é pronta a ricevere sul parquet del palazzetto Defrancesco di via Udine la Virtus Molfetta per la prima giornata del campionato di Serie B Interregionale. E’ il primo impegno ufficiale della nuova stagione e che permetterà a coach Davide Olive di misurare il lavoro svolto nelle settimane di preparazione.

La Virtus arriva a questo appuntamento dopo una pre-season che ha fornito segnali incoraggianti. La squadra ha mostrato progressi sul piano dell’intesa e della compattezza, facendo emergere un gruppo in crescita nonostante i diversi nuovi innesti. Il percorso di preparazione ha permesso a coach Olive di lavorare sull’inserimento dei nuovi elementi e sulla costruzione di un’identità di squadra, in attesa delle prime conferme che soltanto le partite ufficiali potranno fornire. 

La Virtus ha scelto di mantenere l’ossatura della squadra protagonista della promozione, aggiungendo elementi di categoria per costruire un roster profondo e assortito. Su tutti il capitano Marco Giuri, guardia di grande esperienza e reduce da una stagione di rilievo, il play argentino Bautista Fouce, Coppola, Idrissou e Bangu. Poi gli innesti di esperienza e valore come il centro Riziero Ponziani, che approda per la prima volta in quarta serie dopo diversi anni trascorsi tra A2 e B Nazionale, l’ala brindisina Andrea Arnaldo, proveniente dalla B Interregionale di Genova e l’ala Ani Uchenna, la passata stagione in forza al Matera.

Per i gialloblù mesagnesi quello di questa sera sarà il primo banco di prova della stagione. Una sfida che arriva dopo settimane di lavoro e che offrirà a coach Olive e al suo gruppo l’occasione per verificare sul campo i progressi evidenziati durante la preparazione, in una partita nella quale serviranno attenzione, intensità e continuità. La partita sarà diretta da Francesco De Carlo (Lecce) e Giacomo Tornese (Monteroni).

Domenica prossima 4 ottobre (ore 18) il Mesagne sarà in trasferta a L’Aquila che ieri sera a Brindisi strapazzato la Dinamo con il punteggio di 88 a 49.

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Accade in CittàAttualitàSpettacolo

Mesagne. Questa sera sfilata di Moda a Castello

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

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AttualitàCalcioSport

Proibitiva trasferta per il Mesagne Calcio

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

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Accade in CittàAttualitàComunicati StampaCronacaCultura

Questa sera alle Officine Ipogee

by redazione Mesagnesera 27 Settembre 2026
scritto da redazione Mesagnesera

27 Settembre 2026 0 commenti
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Chi si riconosce

Chi si riconosce?

by Giuseppe Messe 27 Settembre 2026
scritto da Giuseppe Messe

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La foto del giorno

Villetta Volpe. Sono trascorsi 909 giorni dall’inizio lavori

by Giuseppe Messe 27 Settembre 2026
scritto da Giuseppe Messe

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