In questi giorni si torna a parlare in tutta Italia di occupazione studentesca. Il nostro caro lettore Alberto Fiorino ha inviato in redazione un filmato storico dell’occupazione studentesca del Liceo scientifico del 2001. Bellissimo. Da vedere sino in fondo.
L’obiettivo resta uno solo: trasformare una condizione di difficoltà in un percorso reale di assistenza, tutela e recupero della dignità, senza clamore, senza giudizi e senza lasciare nessuno da solo.
NOTA DEL DIRETTORE Mentre i residenti del quartiere Grutti aspettano da 928 una risposta su quando finiranno i lavori della Villetta Volpe, ieri il Sindaco ha subito trovato il tempo per dare alcuni chiarimenti riguardo la triste vicenda della famiglia che vive nel degrado più assoluto al centro della città. Lo abbiamo scritto che i Servizi sociali del Comune sono a conoscenza del caso. Nessuno ha detto che sia stato ignorato. Il problema é che tarda ad arrivare la soluzione. Il problema é complesso? Sicuramente, ma va risolto. I cittadini, caro Sindaco, vi hanno votato per risolvere i problemi, in particolare quelli complessi. Gli esperti, quelli che occupano posti di responsabilità negli uffici, hanno lo stesso dovere. Al più presto. La nostra ricostruzione della notizia é stata parziale? Macché. Certo, abbiamo sorvolato su nomi, cognomi, ecc. Abbiamo solo raccontato i fatti. La sofferenza della famiglia non è provocata dalla notizia che abbiamo dato, ma dal prolungare del problema. Caro Sindaco, anche per noi l’obiettivo resta uno solo: risolvere al più presto il problema. Poi, quando avrà tempo, ci dica pure quando finiranno i lavori di Piazzetta Volpe. Buon lavoro.
Domenica 18 ottobre, alle 17.30, il Castello ospiterà una pubblica assemblea dal titolo “Incontriamoci e discutiamone”. L’iniziativa é stata promossa dalla Rete dei Movimenti Agricoli Pugliesi. L’intento degli organizzatori é trasformare la protesta in un confronto aperto e, soprattutto, in proposte concrete. L’ordine del giorno prevede due punti. Il primo riguarda le cartelle del Consorzio di Bonifica e le ragioni per cui, secondo i promotori, sia arrivato il momento di dire «basta» a quella che definiscono una persecuzione iniqua e illegittima.
L’avvocato Stefano Morgese del Foro di Brindisi, già componente della Commissione Assistenza di Cassa Forense, assieme ai colleghi Roberta Altavilla eDonato Salinari, sono stati eletti per il quadriennio 2027/2030. Le elezioni si sono svolte presso gli Ordini degli avvocati di Brindisi, Lecce e Taranto.
I LETTORI CI SCRIVONO Il Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi è al centro di una crescente preoccupazione riguardo al trattamento riservato agli anziani, che secondo numerose segnalazioni di familiari e cittadini, vivono situazioni inaccettabili di disagio e perdita di dignità. L’appello alle istituzioni è chiaro: è necessario un intervento urgente per restituire umanità e rispetto all’assistenza sanitaria.
Gli anziani, spesso ultraottantenni, dovrebbero poter contare su cure adeguate e dignitose, ma si ritrovano invece vittime di un sistema che li tratta come numeri. Sono costretti a lunghe attese su barelle in ambienti sovraffollati, talvolta collocati in prossimità degli ingressi del Pronto Soccorso, dove l’aria fredda aggrava il loro già precario stato di salute. Questo scenario non solo mette a rischio il loro benessere fisico, ma rappresenta anche una violazione della loro dignità.
Le testimonianze dei familiari evidenziano un quadro preoccupante: anziani spostati da un luogo all’altro in attesa di visite o di un posto letto, tra spostamenti continui e condizioni ambientali sfavorevoli. Il sovraffollamento e la carenza di personale medico contribuiscono a prolungare le attese e complicano le procedure di dimissione, creando un ciclo di inefficienza che colpisce duramente i pazienti più vulnerabili.
Inoltre, l’accesso problematico ai servizi digitali della sanità, dovuto a malfunzionamenti del sito, aggrava la situazione, impedendo ai cittadini di ottenere informazioni e assistenza in modo rapido e affidabile. Questi ostacoli burocratici aumentano lo stress e l’angoscia dei familiari, che accompagnano i propri cari in ospedale con la speranza di ricevere cure e conforto, non di affrontare ulteriori difficoltà.
La questione principale è la perdita della dignità della persona anziana nel momento del bisogno. Non si tratta di criticare il personale medico, che lavora spesso in condizioni difficili con risorse insufficienti, ma di sollecitare un cambiamento sistemico. È essenziale che le istituzioni competenti, come la Direzione sanitaria, la ASL di Brindisi e la Regione Puglia, intervengano per affrontare il sovraffollamento e migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario.
In sintesi, il problema richiede risposte concrete e un’assunzione di responsabilità da parte delle autorità. La salute pubblica non può essere misurata solo in termini quantitativi, ma deve includere anche la qualità dell’assistenza fornita, specialmente per le persone più vulnerabili della società.
