Lunedì 14 settembre, auditorium del castello, dalle ore 9 alle 13. Il progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale della Puglia e realizzato dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia, in collaborazione con la rete dei Centri Antiviolenza.
La violenza lascia segni che vanno riconosciuti e affrontati anche sul piano psicologico. Sarà questo il focus dell’appuntamento del progetto di formazione integrata intitolato “Violenza maschile contro le donne. Riconoscere, ascoltare, comunicare, agire”, promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale della Puglia e realizzato dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia, in collaborazione con la rete dei Centri Antiviolenza, in programma lunedì, 14 settembre, dalle 9 alle 13, nell’auditorium del Castello di Mesagne.
La giornata sarà dedicata agli aspetti psicologici della violenza e alle conseguenze sulle donne e sulle persone minorenni, con particolare attenzione all’impatto clinico del trauma e agli strumenti scientifici per la valutazione e la gestione del rischio. Un approfondimento rivolto alle diverse figure professionali che, a vario titolo, entrano in contatto con situazioni di violenza e che sono chiamate a riconoscerle, intervenire e costruire percorsi di tutela.
Il progetto è nato con l’obiettivo di mettere in rete competenze e professionalità diverse. Sono oltre 500 le iscrizioni complessive al percorso, articolato in 24 ore di formazione, suddivise in quattro moduli da sei ore tra lezioni teoriche e attività laboratoriali.
La formazione viene replicata nelle sei province pugliesi. “I laboratori previsti rappresentano uno spazio di confronto tra professionalità differenti – spiega Alessandro Taurino, coordinatore scientifico del progetto – e puntano a rafforzare una risposta territoriale integrata, ampia e competente, nella quale psicologi, operatori sociali, sanitari e altri soggetti coinvolti possano condividere in modo coordinato, linguaggi, strumenti e modalità di intervento”.
La storica leader radicale aveva 78 anni. Sfogliano i giornali di oggi, il quotidiano “la Repubblica” scrive che Emma Bonino avrebbe meritato il Colle, cioè avrebbe meritato di essere eletta Presidente della Repubblica. Mi é venuta in mente una nota di approfondimento che l’avv. Carmelo Molfetta (a sinistra nella foto) ci inviò quattro anni fa dal titolo “La storia capovolta”. Carmelo disse proprio quanto ha scritto oggi “la Repubblica”. Riportiamo parte di quella nota. “Emma Bonino, l’anima vivente del Partito radicale, unica vera madrina delle lotte di liberazione delle donne e di tutta la società civile, quando tutto questo accadeva durante gli anni di piombo. La lotta di emancipazione riuscì anche a superare quegli anni bui della strategia della tensione scatenata contro i movimenti studenteschi e le lotte operarie. Quelle lotte che portarono alla instaurazione dello Stato sociale”. Carmelo non si fermò solo ad Emma Bonino, allargò la sua analisi su altre due eminenti donne: Nilde Iotti del Partito Comunista Italiano e Tina Anselmi, democristiana di fede. La storia la conosciamo tutti: la prima donna Presidente del Consiglio é stata Giorgia Meloni.