La Città di Mesagne presente a Perugia all’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace.
La Città di Mesagne presente a Perugia all’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace.
La Città di Mesagne presente a Perugia all’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace.Mercoledì 14 ottobre 2026, dalle ore 17 alle 19, nell’ auditorium del castello. L’iniziativa intende portare al centro del confronto le “storie” delle persone, con particolare attenzione a chi ha attraversato condizioni di fragilità o ha vissuto un’interruzione del proprio percorso personale e professionale. Storie che spesso restano ai margini, ma che possono trasformarsi in nuove opportunità quando una comunità sceglie di ascoltarle, comprenderle e accompagnarle verso l’autonomia.
L’obiettivo dell’evento è sensibilizzare la creazione di un dialogo costante tra le associazioni e le istituzioni, l’Ambito Territoriale Sociale e le imprese, che superi la logica della sola assistenza e punti sulla capacità delle persone di tornare protagoniste all’interno del proprio territorio.
Il focus si sposta quindi sulle persone, sulle loro storie e sulle loro fragilità. Un ruolo decisivo, in questo contesto, spetta alle associazioni e agli Enti del Terzo Settore, che ogni giorno intercettano bisogni reali, così come alle imprese, chiamate a diventare parte attiva e virtuosa di questa restituzione sociale al territorio.
Durante l’incontro sarà presentato in che modo il territorio può operare per mettersi in relazione e sviluppare percorsi strategici di reinserimento sociale. “Oltre il perimetro del CV” vuole così spostare lo sguardo: dal documento alla persona, dalla fragilità alla possibilità, dall’isolamento alla rete. Perché un percorso interrotto non deve necessariamente essere un percorso finito e perché, dietro ogni curriculum, c’è una storia che merita di essere conosciuta prima ancora che valutata.
Garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, sostenere le loro famiglie e tutelare la dignità di chi lavora nel servizio. La Failm Servizi Terziario richiama l’attenzione sulla situazione dell’assistenza scolastica integrata e sulla necessità di garantire, contemporaneamente, il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità, il diritto delle loro famiglie a un servizio adeguato e il diritto alla dignità e alla continuità lavorativa degli operatori. Dietro ogni ora di assistenza ridotta non ci sono soltanto numeri o tabelle: ci sono ragazzi, famiglie e lavoratori. Allo stesso modo, non può essere trascurata la condizione degli operatori che ogni giorno garantiscono concretamente il servizio.
Il D.Lgs. n. 81/2015 stabilisce, all’art. 1, che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune del rapporto di lavoro. Eppure, nel settore dell’assistenza scolastica, può verificarsi una situazione paradossale: lavoratori formalmente assunti a tempo indeterminato possono essere impiegati con contratti part-time verticali o ciclici, con l’attività concentrata nei mesi di apertura delle scuole e periodi di non lavoro coincidenti con le sospensioni del calendario scolastico.
Questo significa che un rapporto formalmente stabile può tradursi, sul piano economico, in una significativa discontinuità reddituale. La stessa normativa sul part-time ciclico dimostra che il legislatore ha riconosciuto la particolarità di questa situazione. Tale riconoscimento, tuttavia, non trasforma automaticamente quei periodi in periodi retribuiti. Ed è proprio qui che emerge la contraddizione che la Failm intende porre all’attenzione delle istituzioni. Come può essere considerato un lavoro stabile un rapporto a tempo indeterminato nel quale, per effetto dell’organizzazione del servizio, il lavoratore rischia di rimanere per mesi senza reddito? Non si tratta di mettere in discussione la natura del part-time quando esso è correttamente previsto e disciplinato dal contratto. Si tratta, piuttosto, di interrogarsi su un modello organizzativo nel quale la sospensione del servizio scolastico rischia di trasferire interamente sui lavoratori il costo economico della sospensione dell’attività.
Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 18:30, l’auditorium del castello ospiterà l’incontro “Il fenomeno della mafiosità virtuale – Conoscere per difendersi”. Lo promuovono i Lions Club della Zona 14 (Mesagne, San Pietro Vernotico, Francavilla Fontana, Brindisi, San Vito dei Normanni e Torchiarolo), con il patrocinio del Comune di Mesagne.
L’iniziativa fa parte del Tema di Studio Distrettuale per l’anno sociale 2026-2027, che il Distretto Lions 108 Ab (Puglia) ha dedicato alla mafiosità virtuale. Con questa espressione si indica la diffusione sul web e sui social network di linguaggi, simboli e stili di vita legati alla cultura mafiosa. Video, post, frasi a effetto e immagini di lusso e potere (“lealtà, silenzio, rispetto”, “chi comanda non spiega”) spesso raccolgono migliaia di like e condivisioni. In questo modo raccontano la criminalità come un modello vincente e affascinante, e il messaggio arriva soprattutto agli adolescenti e ai ragazzi.
Interverranno due esperti con competenze diverse e complementari. Giuseppe De Nozza, Sostituto Procuratore della Repubblica di Brindisi, offrirà la lettura giudiziaria del fenomeno e dei suoi legami con la criminalità reale del territorio. Danilo Caivano, Direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, spiegherà i meccanismi digitali e gli algoritmi che amplificano questi contenuti, e gli strumenti per riconoscerli e contrastarli.
I lavori saranno introdotti da Agnese Del Giudice, Coordinatrice Distrettuale del Tema di Studio, e moderati da Antonio Capodieci, Presidente del Lions Club Mesagne.
«Mesagne e il nostro territorio conoscono bene il prezzo che la criminalità organizzata ha fatto pagare alla comunità», dichiara Antonio Capodieci. «Oggi la sfida si è spostata anche online, dove i modelli mafiosi si presentano con un linguaggio accattivante e arrivano direttamente sugli smartphone dei nostri ragazzi. Come Lions sentiamo il dovere di offrire a famiglie, educatori e giovani gli strumenti per riconoscere questi messaggi e non subirli. Conoscere è il primo modo per difendersi.»
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, con un invito particolare a genitori, insegnanti, studenti, operatori sociali e associazioni.