Alcune decine di anni fà, Mesagne è stata insignita del termine “città”, il giorno prima era un paese, mi sono sempre chiesto, quale differenza c’è tra il termine paese e città? Ma soprattutto, quali vantaggi porta ai mesagnesi vivere in una “città” invece di un paese? Sarebbe bello, ma credo anche utile che un competente lo spiegasse a me, ma credo ai mesagnesi tutti o quasi.
Ho visto sindaci ammaestrati dai propri partiti o coalizione amministrare e far regredire questa cittadina. Spesso, purtroppo sento adulti rimpiangere don Elio, tutti a dire “lui si che lavorava per i mesagnesi, tutti”. Abbiamo visto sindaci in Mesagne vivere per decenni di ruoli politici, altri fare un’importante carriera (vedi Parlamento della Repubblica). Oggi c’è un sindaco esperto in retorica e politichese, penso che oggi Mesagne viva il suo apice di superficialità. Non ho mai visto in nessuna città italiana (nord, sud, metropoli, paesino di montagna) essere chiamato al telefono, lasciare il Municipio per fare una ripresa video e parlare di calcio by juve (che abbia portato sfiga?) senza preavviso, senza agendizzarlo. Nessun sindaco ha così tanto tempo libero per una banalità del genere, quello di Mesagne, forse si? Cosa dire dei soldi sprecati e dell’incentivo all’inquinamento con volantini di Natale che consigliavano gli acquisti nei negozi mesagnesi, come se i mesagnesi non sapessero o non capissero come e dove fare i propri interessi, mica hanno l’anello al naso? Bellissime le passerelle, i congressi fatti dalla città di Mesagne per parlare, ma solo parlare di piste ciclabili, nuovo piano urbanistico, isola pedonale per far vivere o rivivere il Centro Storico con illustri relatori come il Magnifico dell’ateneo di Lecce e il ognipresente sindaco Matarrelli. Di quell’appuntameto svolto nell’auditorium del castello, cosa è rimasto? Aria fritta? E cosa dire del centro storico e tutte le attività di imprenditori che hanno investito, soldi, sacrifici, aspettative e vedere che è ancora un cantiere con la parola “Mai Fine”? Eppure il Matta era il professionista del management, ossia dettare i tempi, certo il tempo all’infinito. Per fortuna c’è stato il Covid che ha mascherato limitando il lavoro dei ristoranti, bar, pizzerie e b&b. Questo maledetto periodo di pandemia ha portato codesta illustrissima amministrazione cittadina ad eseguire semplicemente i protocolli imposti e che tutti effettuavano, Brindisi, Latiano, Milano, Bari ect. Vaccini, waooooo, vaccini per i nostri vecchietti, quelli che con la propria pensione certa, mantengono ancora figli e/o nipoti, la regione decide. Decide che i vaccini in provincia di Brindisi si possono fare a Brindisi, San Pietro Vernotico, Oria, forse anche Fasano, non ricordo bene, chiedo lumi. C’era una volta, si certo, c’era una volta un ospedale eccellente a Mesagne, quando era un paesino, oggi? Oggi, Mesagne non riesce ad aiutare i propri nonni, complimenti assessore o sindaco, di qualcuno sarà la responsabilità. Inizio vaccini in Puglia a febbraio a fine metà marzo ai Comuni sopra elencati si aggiungono, Torre Santa Susanna, Latiano e Mesagne? Il sindaco dice per l’ennesima volta, “A breve anche nella nostra città'”. Se non erro, e forse erro, questa frase la spara dalla prima settimana di febbraio? Ah, non ammazza poichè, spara a salve. Grazie Sindaco a nome dei nonni di Mesagne che debbono ringraziare Brindisi, San Pietro V., oggi anche Latiano. Qualche giorno fa il governo ha detto ai comuni di trovare i locali per somministrare i vaccini, palestre, centri commerciali, teatri, cinema. Domanda al Mata, “è a conoscenza che il Carmine e San Antonio hanno teatri idonei, ben illuminati, capienti, con servizi igienici e parcheggi, e il cinema Ariston è crollato o si potrebbe pulire, igienizzare e sfruttare? Non, non occorre farsi solo vedere in tv, social o kazzate pubbliche, meglio per dei cittadini, lavorare, produrre e restare in silenzio. A Matarrelli, non le piace quanto qui scritto? E’ un suo problema, la verità piace a pochi, allo scrivente dicono di essere pirla, io mi arrabbio, perchè anche a me, non piace la verità. Domandina, nella città di Mesagne, esiste, è viva l’opposizione o è tutto un “clubs di juventini”? (fonte “Mesagne, la MIA città”)
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