Si emoziona quando ricorda l’amata Luisa, sua compagna di una vita, che non c’è più. Trattiene a stento le lacrime che nasconde dietro le spesse lenti coprendole con la mascherina anti Coronavirus. Emanuele, 80 anni, ricorda i tanti sacrifici fatti nella sua vita per costruire dal nulla l’azienda “La Floreale mesagnese“. Quando alle 3 di notte, assieme a Luisa, andava sino a Lecce, lasciando a casa quattro bambini, per acquistare piantine e bulbi che avrebbe venduto in piazza Commestibili. Emanuele Saracino lo incontriamo seduto vicino alle serre di contrada Paoline, tra i vistosi colori delle petunie e dei gerani. Il Covid-19 ha vanificato mesi e mesi di lavoro. Chiuse le serre, si è visto costretto a mandare al macero migliaia di fiori; chiuso anche il chiosco del cimitero, ha ornato gratuitamente le tombe comunali e delle confraternite dei fiori rimasti invenduti. Ma non dispera. “Ci riprenderemo anche questa volta”, dice orgoglioso, incoraggiato dai 4 figli, Massimo, Umberto, Tiziano e Maria Pia che hanno preso il testimone ed hanno proseguito il suo lavoro. VEDI VIDEO