La necessità di riformare la burocrazia rappresenta la principale battaglia da portare avanti, nella certezza che si tratta di un obiettivo ormai generalmente condiviso. Si tratta, a questo punto, di passare finalmente dalle parole ai fatti.
Il Consorzio stabile “Alveare Network” raggruppa 44 imprese distribuite su tutto il territorio nazionale che operano nel comparto dei lavori pubblici. A rappresentarlo, con il ruolo di amministratore unico, vi è il geometra Angelo Contessa che in questo settore ha maturato una notevole esperienza e che fa parte del direttivo dell’Unione dei Consorzi Stabili Italiani.
“Quanto accaduto sta mettendo a dura prova la vita di ciascuno di noi e quella delle nostre imprese – afferma Contessa – ma proprio per questo, non possiamo permetterci il lusso di attardarci nella individuazione delle soluzioni più idonee per la ripresa. In questa ottica, l’elemento da cui bisogna ripartire è certamente quello di un sostanziale snellimento delle procedure. Occorre, pertanto, riformare nel suo complesso la burocrazia del nostro paese”.
Comprenderà che sulla rottamazione della burocrazia ormai parlano proprio tutti. Ma, in concreto, come si può intervenire? La burocrazia è fondamentale, così come è centrale il ruolo dei burocrati. Io parlerei, pertanto, della necessità di “riformare” la burocrazia, rendendola adeguata al momento che stiamo vivendo ed anche alla necessità di velocizzare i tempi necessari per rimettere in moto il comparto produttivo nazionale. Ho usato il termine “riformare” perché, nella sostanza, anche gli stessi burocrati (da un semplice centralinista al più titolato dei magistrati) sono delle vittime di un sistema che si basa su troppe regole a cui seguono altrettante interpretazioni e, di conseguenza, più interventi della Magistratura. Del resto, quanto accaduto a Genova per la ricostruzione del nuovo ponte Morandi dimostra che le regole sono necessarie, ma devono essere poche e molto chiare, in maniera tale da non generare conflitti, anche tra Governo nazionale e Regioni.
Lei concorderà che non sarà semplice “sburocratizzare” il nostro paese. Scontiamo una sostanziale incapacità a rendere competitivo il sistema. Ma qual è la vostra ricetta? Il punto di partenza, a nostro parere, è certamente quello di inserire nelle task force e nelle cabine di regia, delegate proprio alla sburocratizzazione dell’Italia, almeno il 30-40% di componenti imprenditori, equamente distribuiti tra uomini e donne. In questo modo, proprio noi imprenditori potremmo mettere a disposizione la nostra esperienza maturata “sul campo”, consentendo la cancellazione di regole che fanno lievitare i tempi, a discapito della competitività del paese.
Siamo giunti finalmente alla “fase 2” dell’emergenza, tra mille paure ed altrettanti interrogativi sui reali margini operativi che vengono concessi al sistema delle imprese. Al momento, ci pare di capire, non esistono le condizioni ideali per ripartire… In effetti è così. Alle pastoie burocratiche si aggiungono i ben noti problemi di carattere finanziario. Gli strumenti messi in campo dal Governo e dalle Regioni non rispondono alle esigenze reali del comparto produttivo. Aver previsto, infatti, un rientro delle somme ricevute in prestito in un termine massimo di 6 anni non consente alle imprese di ripartire nel migliore dei modi. Allungare il termine di restituzione delle somme a 20-30 anni ridurrebbe al minimo i rischi di insolvenze e consentirebbe agli imprenditori di ripartire nel migliore dei modi, senza affanni di carattere economico.
Ci sono degli interventi, poi, che dovranno essere attuati immediatamente. Voi lo state chiedendo con forza da giorni… Il punto di partenza è quello di chiarire che il contagio da covid19 non può essere classificato come malattia professionale. È necessario, poi, approvare immediatamente l’aggiornamento del prezziario con i costi della sicurezza per ottemperare agli obblighi del protocollo del 24 aprile 2020. Occorre anche riequilibrare il rapporto contrattuale con una percentuale di maggiorazione unica (15-20%) che consenta di ristorare l’impresa per la sottoproduzione avuta e che si avrà per l’esecuzione dei lavori. Questa misura è necessaria ed eviterà contenziosi con le stazioni appaltanti; l’emissione di Stati di Avanzamento Lavori mensili con emissione in contemporanea del Certificato di Pagamento e pagamento entro 30 giorni; far partire il tanto auspicato Piano Marshall per le Opere Pubbliche con semplificazione e velocizzazione delle gare e relativa contrattualizzazione; abolire lo Split Payment; aiuti alle Pmi, asse portante produttivo del nostro paese, attraverso strumenti di aggregazioni che ne aumentino le potenzialità, ma facendone mantenere la loro autonomia aziendale. Ciò è possibile rafforzando e potenziando lo strumento, già esistente, dei Consorzi Stabili. Servono, insomma, politiche di settore per una vera e propria ricostruzione del paese.
Il vostro Consorzio intende svolgere un ruolo importante nei processi di ripartenza del nostro paese… Certamente, Il Consorzio Stabile Alveare Network crede nei processi di aggregazione e di ricostruzione del paese e quindi vuole essere protagonista nel settore dei Lavori Pubblici. Il suo motto è “consorziati valiamo di più” ed ha voluto lanciare un’iniziativa fattiva ed interessante, fornendo un aiuto alle Pmi operanti nel settore dei Lavori Pubblici, nelle aree d’Italia più colpite dal Covid19 ossia: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Marche. Lo facciamo “aprendo la nostra casa” ed offrendo la possibilità alle Imprese Attestate Soa di quelle regioni, di entrare a far parte della compagine consortile senza il pagamento di nessuna quota d’ingresso e deliberando con urgenza la loro ammissione, con la conseguente iscrizione sull’Attestato Soa del Consorzio Stabile Alveare Network. Ciò consentirà alle stesse, appena il mercato dei Lavori Pubblici ripartirà, di accrescere la propria visibilità e quindi il proprio raggio di azione, rivolgendosi a mercati più vasti con l’opportunità di conseguire economie di scala, usufruendo dei vari servizi di: consulenza sulle varie certificazioni, di un ufficio gare e della gestione contrattuale ed utilizzando i notevoli requisiti dell’Attestato Soa del Consorzio, sia in termini di categorie e classifiche -12 OG -generali- 24 OS – specialistiche- che in termine di volume d’affari.
Una proposta davvero interessante. Ma come potranno contattarvi le imprese interessate? Ovviamente abbiamo eliminato tutti i passaggi burocratici interni e quindi gli interessati potranno inviare una mail a direzione@alvearebrindisi.it direttamente o attraverso il sito www.alvearebrindisi.it e saranno prontamente richiamati, oppure potranno chiamarmi al 348 4093507. Oggi più che mai, insomma, è necessario farci trovare pronti e consorziati certamente valiamo di più. Del resto, le parole del Santo Padre “Nessuno si salva da solo” sono state illuminanti.
Nella foto: Angelo Contessa, amministratore unico Consorzio Alveare Network e Componente direttivo U.C.S.I.
FONTE Edilizia e Territorio Quotidiano del Sole 24 Ore