Il sindaco di San Pietro Vernotico, Pasquale Rizzo (nella foto) venuto a conoscenza dell’esistenza di persone positive al tampone rivenienti dall’ospedale Melli; preso atto che l’Asl non ha trasmesso informativa al Sindaco per capire il livello di contagio nella struttura ospedaliera; considerato che i suoi cittadini si recano quotidianamente presso la struttura in uno stato di crescente preoccupazione, ha deciso di chiudere per martedì 2 giugno tutte le attività commerciali al dettaglio di vendita, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, che nell’ambito della media distribuzione, ad eccezione di edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, produzione artigianale di pasta fresca, macellerie e pescherie. Potranno svolgere attività le pizzerie, esercizi di ristorazione, pub e bar, gelaterie, ed i commercianti titolari di licenza categoria “A” e posto fisso su suolo pubblico comunale, autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande.
Inoltre è vietato sino al 5 giugno sostare sulla spiaggia libera in Campo di Mare, per tutto il tratto di pertinenza del Comune di San Pietro Vernotico, al fine di evitare, in attesa di avere un quadro adeguato della situazione epidemiologica una volta ottenuta la relazione Asl, situazioni di pericolo per la pubblica incolumità. Tale prescrizione si rende altesì necessaria, per ultimare l’allestimento di quanto prescritto per la fruizione della spiaggia libera. I titolari di lidi privati con concessione, potranno svolgere liberamente l’attività nel rispetto delle prescrizioni di Legge.
Il sindaco Rizzo chiede all’Asl una relazione che riporti i reali dati dei tamponi con esito positivo eseguiti, nel corrente mese di maggio 2020, su dipendenti, pazienti ed operatori presso l’ospedale Ninetto Melli, senza indicazione di nomi ma della sola città o paese di residenza (od attuale domicilio e/o dimora se differente), della data in cui è stato effettuato il tampone da cui è emerso il dato positivo, la ragione della loro presenza nella struttura (paziente, dipendente etc.), nonché le azioni intraprese nei reparti in cui gli stessi hanno operato o sono stati ricoverati. Si richiede altresì indicarsi l’esito e la data in cui è stato effettuato il tampone precedente rispetto a quello risultato positivo (se eseguito). La relazione dovrà pervenire nel più breve tempo possibile, stante la situazione emergenziale, e comunque, trattandosi di dati immediatamente disponibili, entro 48 ore lavorative dalla comunicazione della presente.
E conclude: “La violazione dell’ordinanza comporterà l’applicazione di tutte le sanzioni di Legge, ivi compresa la denuncia per violazione ex art. 650 c.p., nonchè la sanzione prevista ex art. 4/1 comma D.L. 25.3.2020 nr.19, per un ammontare da 400 ad 3.000 euro aumentata sino ad un terzo nelle ipotesi di Legge, oltre alle sanzioni accessorie con riferimento alle attività di vendita“.
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