Nelle contrade de “Lu mucchiu”, “Caloni”, “L’Albanisi” e “Li Lucci” si trova una fonte d’acqua che sgorga dalla pietra. Si tratta sicuramente di una sorgente sotterranea e potrebbe, a mio avviso, essere una sorgente sacra. Infatti non mancano le tracce per identificarla come un tempio all’aperto d’origine messapica, uno di quei luoghi dello spirito in cui si celebravano veri e propri riti magici propiziatorii. Come ad esmpio quello di cospargersi di argilla (creta) e attendere che i primi raggi del sole conducessero la “Signura” a risorgere a nuova vita. La fertile terra di Mesagne, ricca d’acque, ben si prestava per questi popoli adoratori di sorgenti sotterranee che consideravano le acque sacre e rigeneratrici. Sono riscontrabili diverse similitudini con i “Temenos” cretesi (veri e propri templi all’aperto) frequentati da popoli che associavano l’armonia del percorso della vita con lo scorrere della sacra acqua. Ho detto della “Signura” come divinita’ il cui nome non si poteva pronunciare: Leta. A Mesagne ancora oggi il termine e’ ricorrente come a ricordarci l’aspetto fortemente matriarcale che ci ha contraddistinto nei secoli. Mi scuso per la voluta vaghezza dei toponimi, per ovvi motivi di salvaguardia dei luoghi stessi. Franco Bianco, storico, naturalista (nella foto)
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