Remo Rega (nella foto) artista autodidatta di Mesagne che ama operare con china e acrilico, adottando anche una tecnica mista, si è portati a riflettere sulla capacità dell’arte di esprimere il sé profondo del soggetto poietico e, al tempo stesso, di rimandare la complessità, talora la drammaticità della realtà, di prefigurarsi anche profetica. L’uomo, in genere, nella sua doppia natura ondeggia fra pensieri di bene e di male, tra visioni drammatiche che la realtà gli suscita ed ancore di speranza, è come la luce, anch’essa discontinua, dalla doppia natura secondo le scoperte della fisica. Ne è convalida l’artista mesagnese onorato nella sua terra: oltre a mostre personali e altro, ricordiamo che per la raffigurazione di “Mesagne Estate 2018” venne scelta proprio un’opera di Remo Rega, narrazione particolare del Pierrot contemporaneo, violino talora nostalgico di icone e simboli di un passato raffigurato nei riquadri posti attorno, anelito alla pace, con le colombe che volano su un globo. L’artista mesagnese è apprezzato anche fuori regione presente in mostre riscuotendo successo.
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