
Il parco Roberto Potì.
Negli anni ‘80 e ‘90 il comune alle porte di Brindisi era famoso solo per aver dato i natali al fondatore e ad alcuni boss della quarta mafia. Poi la criminalità è stata debellata. E grazie al recupero del centro storico e allo sviluppo della zona artigianale, oggi la città si presenta sotto una veste del tutto diversa.
Era famosa solo per aver dato i natali al fondatore della Sacra corona unita. Finiva sui giornali esclusivamente per blitz, bombe e racket. Poi ci fu la risposta dello Stato, auspicata e sostenuta dalle associazioni locali e dalla parte sana della società civile. L’istituzione di un commissariato di polizia e le prime inchieste scardinarono le bande locali. E fu così che iniziò la rinascita di Mesagne, che ha trovato solide fondamenta su altri due fattori: il recupero del centro storico e lo sviluppo della zona industriale. Aggiungiamoci la stabilità amministrativa e sindaci di buon livello, e il gioco è fatto. Oggi Mesagne è uno dei luoghi di culto della movida giovanile dell’intera provincia, e grazie ai prezzi ancora interessanti circa 500 brindisini hanno acquistato casa qui, a cinque minuti d’auto dal capoluogo.
«Il recupero del centro storico e lo stop alla criminalità sono stati i due fattori scatenanti», conferma il sindaco Toni Matarrelli: «C’è stata la capacità di investire nel recupero urbanistico della città e soprattutto del borgo antico, malgrado
negli anni ‘80 l’innalzamento della falda e una fatiscente rete idrica-fognaria stessero per causare il crollo del centro storico. Si è intervenuti e si continua ad intervenire. Oggi si lavora al miglioramento di acquedotto e fogna, stiamo spendendo cinque milioni di euro, e alla fine dei lavori sarà il posto con le condutture più moderne in Puglia. Nel frattempo abbiamo recuperato anche il basolato e lo abbiamo messo dove c’era il cemento».
Il centro oggi è pieno di ristoranti, pizzerie e pub che ogni fine settimana richiamano in città centinaia di non mesagnesi di ogni età. «Spettacoli, attività culturali, festival del cinema, grandi mostre (Picasso e Wharol) hanno arricchito l’offerta turistica», aggiunge Matarrelli, che tiene a sottolineare una cosa: «Con gli operatori commerciali abbiamo rapporti di vicinanza e mai di conflitto». Prossimi obiettivi: progetti per rendere la città ancora più slow, incentivare gli spostamenti in bicicletta, puntare sulle potenzialità del parco di Muro Tenente «e investimenti importanti nella zona industriale per renderla ancora più appetibile». Sarà pure stata la capitale della Scu, ma è bene sottolineare che a Mesagne non si è mai verificato alcun caso di infiltrazione mafiosa. «C’è una forte cultura politica e della legalità, e le istituzioni sono solide», conclude il primo cittadino.
Fonte Magazine Puglia Speciale Le 70 città pugliesi dove si vive meglio
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