In queste settimane, da Nord a Sud un popolo si sta alzando in piedi per dire “NO” al liberticida ddl Zan
sull’omotransfobia, ora in discussione in Parlamento. Da Milano a Torino, Bari, Bologna, Firenze, Napoli,
Catania, Palermo, in totale più di 100 piazze in tutta Italia (per consultare la lista completa
www.restiamoliberi.it), e si continuerà in decine e decine di altre piazze fin quando si ritornerà al buonsenso
e alla ragione e questo Governo penserà ai veri bisogni degli Italiani.
Noi del Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia insieme al “Circolo Cantieri Sociali – Comunità Militante
per Fratelli d’Italia”, a Fratelli d’Italia Fasano, a Fratelli d’Italia Ostuni e all’Associazione “Italia Cristiana”
abbiamo deciso di sposare la campagna nazionale #RESTIAMOLIBERI promossa dall’Associazione Onlus PRO
VITA ( https://www.provitaefamiglia.it/) e siamo orgogliosi di essere andati in Piazza a BRINDISI per dire no a
una legge liberticida e anticostituzionale (artt. 19 e 21 della nostra Costituzione). L’evento si è tenuto sul
Lungomare Regina Margherita a partire dalle ore 19 del 31 luglio 2020, per protestare e informare la
cittadinanza.
Gridiamo e diciamo NO all’istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene
definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti
coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al politicamente corretto. Il creare una
categoria protetta, sulla base dell’orientamento sessuale, è contrario al principio di uguaglianza dei cittadini.
In caso di approvazione del testo, sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare, a un uomo che si “sente
donna”, l’ingresso nello spogliatoio delle donne?
Sarà possibile per un genitore chiedere che il figlio non partecipi ad attività scolastiche inerenti temi sensibili
sulla sessualità se sono realtà che gravitano nel mondo cosiddetto Lgbt?
Sarà ancora possibile per un sacerdote insegnare la visione cristiana del matrimonio?
Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell’utero in affitto è un abominio o dirsi contrari alla legge
sulle unioni civili?
Per tutte queste domande il ddl sull’omofobia ha una sola risposta, NO.
Ecco perché a Brindisi siamo scesi in piazza.

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