Non conosco (o forse si ma non mi ricordo più) Antonio Rubino, l’autore della lettera a Mesagnesera di Giuseppe Messe. Ebbene, ciò che ha scritto lui lo stavo davvero per scrivere io: mi ha anticipato “rubandomi” – come si dice – letteralmente le parole dalla bocca. Sono stato protagonista di vicende simili anche io tempo fa, qui in terra trentina con la mia associazione GardaOnBike, e posso dire che quando il fine del bene comune va a cozzare con il mero fine politico l’happy end succede raramente… Mi auguro che questo del Salento Fun Park non sia il caso e che, rivolgendomi direttamente all’amico Giuseppe Semeraro, gli amministratori mesagnesi sappiano trovare la soluzione più saggia, che a mio parere è anche ad un dito di distanza: basta volerla raggiungere. Per esempio, basterebbe vietare esclusivamente la vendita e somministrazione dei superalcolici, effettivamente un po’ esagerata pensando ad un circolo/club frequentato soprattutto e anche da giovanissimi.
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È un’associazione sportiva.
Io gente che prima si beve una birra o si ferma negli allenamenti per bersi una “birretta” o farsi lo spritz come sottolinea il signor Rubino non ne conosco!
Forse bisogna cercare le cause di questo corto circuito in qualche politico passato che ha permesso questo poncio o connivenza, dicianola tutta.
Spazio pubblico ma associazione privata,
Vi sembra normale?