TORRE S. SUSANNA Era l’11 agosto 1991. Esattamente 29 anni fa veniva scritta una delle pagine di cronaca nera più buia di tutta la storia torrese. Una vicenda su cui ancora oggi aleggiano ombre di mistero. C’è chi quel clima l’ha vissuto e lo ricorda, chi cerca di viverlo attraverso le pagine di vecchi quotidiani, chi ancora rivive quella vicenda nei racconti che si tramandano. In ogni caso tutti hanno un minimo comune denominatore: la paura. Paura costante, ancora presente, nonostante tutto questo tempo, di pronunciare quei nomi, quello dei coniugi Salvatora Tieni e Nicola Guerriero. La loro colpa fu quella di aver preteso giustizia per l’assassinio del figlio Romolo. Una famiglia che ha pagato con la vita l’essersi messa contro una delle associazioni mafiose più potenti (se non la più potente) degli anni ‘90, la Sacra Corona Unita. Le loro atroci morti poi hanno indotto a mettere in salvo l’unica testimone e sopravvissuta, la figlia, che fu messa sotto protezione. Proprio come nei film. Ma questa è vita reale. E’ storia. E sarebbe mentire a se stessi voler far finta che tutto ciò non sia mai accaduto. Quella casa in via Giustino Fortunato a Torre resta in piedi, spettrale, come se tentasse contro le intemperie, contro chi ha deciso che nessuno avrebbe mai potuto acquistare quell’immobile, contro insomma tutto e tutti, di resistere. Anche dopo 29 anni. Resistere e farsi ricordare.
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