E’ stata una assemblea molto partecipata al Salento Fun Park dove si è discusso della concessione dell’ex pattinodromo. Tutti gli intervenuti hanno sostenuto che bisogna rimettere in discussione la delibera dell’Amministrazione che vieta la somministrazione di bevande alcoliche all’interno della struttura comunale.
Il presidente del Salento Fun Park, Marcello Ostuni, nel suo intervento, ha spiegato che “è necessario permettere alle associazioni di fare impresa sociale, generare economia, retribuire chi lavora, nel solco dell’ultima riforma del terzo settore”. “Bisogna annullando la delibera in questione riorganizzandone il contenuto attraverso un processo partecipato che tenga conto delle necessità e delle richieste del Salento Fun Park”, ha dichiarato Yvonne Falcone dell’associazione Amici di Snoopy. Tutti hanno sottolineano la necessità che un laboratorio urbano debba essere messo nelle condizioni generare la sua economia, come previsto dalle linee guida del bando di Bollenti Spiriti. “Un laboratorio urbano ha il fine di creare spazi di cittadinanza attiva e produzione culturale in cui i giovani possano mettere radici per evitare che scappino – ha detto Alessandro Tartaglia -. Questi centri si basano su economie ibride e residuali ed equilibri precari e non possono fare a meno del bar. Non credo che esistano centri di aggregazione di nuova generazione che hanno piena sostenibilità economica senza un bar”. “Mesagne, negli anni ’90 ha vissuto un periodo florido delle politiche giovanili” ha detto Tiziana Mingolla, componente del direttivo del Salento Fun Park. “La progettazione partecipata di queste politiche in questo settore è fondamentale e la delibera oggetto della contesa dimostra l’assenza di una precisa idea dello sviluppo delle politiche giovanili, da parte dell’amministrazione cittadina”. I rappresentanti di Arci Puglia e Arci Santeramo hanno sottolineato anche come la delibera dell’Amministrazione comunale di Mesagne “sia in contrasto con una recente presa di posizione dell’Anci che afferma la necessità di sostenere e tutelare gli spazi di aggregazione periferiche dopo e limitazioni del Covid”. Per Valeria Passaro (Arci Sava) “non si può ridurre la decennale esperienza del Salento Fun Park in una semplice clausola che impedisce la somministrazione e la vendita di alcolici” mentre per Andrea Tenore (Mesagne bene Comune) “gli spazi urbani comunali, sono la linfa vitale dell’associazionismo locale e pensare che questi siano limitati da paletti imposti dall’amministrazione di turno, è un pericoloso precedente per tutte le associazioni”.“Se questi sono i termini con cui l’amministrazione vuole concedere gli spazi pubblici che ha promesso alle associazioni, noi, come Mesagne Bene Comune, non siamo interessati, perchè non si può immaginare il sereno sviluppo della vita associativa con la pesante ingerenza della politica”, ha aggiunto Marica Capraro. L’incontro tra l’Amministrazione e i rappresentanti del Salento Fun Park fissata per giovedì 13 agosto è stata rinviata al 24 agosto.
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La peggior serata cui ho assistito fino ad ora; delle 130 associazioni presenti a Mesagne neanche l’ombra!
Tipette di trent’anni che chissà chi glie lo ha messo in testa, ossessionate dal lavoro da trovare nel volontariato!
Ma per la differenza tra lavoro e volontariato non basterebbe leggere un vocabolario che possedere una laurea?! Ecc. Ecc.