“Ci saremmo voluti astenere dal fare commenti sulla vicenda della primarie di SEL e PD, attualmente al vaglio delle autorità inquirenti per la storia delle presunte firme false, ma non possiamo sottacere di fronte allo sconcertante intervento, nel merito della vicenda, del capo gruppo di Sinistra Unita Pompeo Molfetta. Le sue dichiarazioni, se pur colorite ed impreziosite da un fiabesco filosofare, inducono ad una seria riflessione su come il “grande moralizzare degli anni 2000”, che lanciava strali contro l’attuale classe dirigente del Pd, con cui oggi paradossalmente sembra amoreggiare, addebitandole, fra l’altro, “sospette” gestioni degli affari pubblici, come durante la campagna elettorale del 2007, ora abbia improvvisamente invertito la rotta mostrando un atteggiamento disilluso della politica, adattandosi ad un concetto di legalità affievolito, sbiadito, ad un principio di legalità che può tollerare trucchi o manipolazioni, perché in fondo si tratta di cose che in politica sono “normali”. Meglio stare a casa se si vuole essere integerrimi, se non si è sufficientemente maliziosi. Leggiamo nelle parole del capogruppo di Sel un messaggio assai imprudente e questo al di là delle interpretazioni che ciascuno può aver dato a quelle parole, perché nel tentativo forse di difendere, con metafore poetiche, dal sapore chiaramente “vendoliano” il compagno di partito, in questo periodo in caduta libera di consensi, sembra rinunciare al rigoroso rispetto delle regole.
Riteniamo del tutto sbagliato trasmettere messaggi di tale fatta ai giovani e alla collettività in genere, che disorientano ancor di più i cittadini che chiedono, ora più che mai, meno favole e massima trasparenza e irreprensibilità. Ed ancora non bisogna rassegnarsi all’ Fine moduloidea che la politica deve essere qualcosa con cui bisogna per forza sporcarsi le mani per poterla praticare; è un idea bizzarra, malsana, distorta e che, a nostro avviso, non può e non deve appartenere a nessuno”.
F.Italia, Nip, Progettiamo Mesagne criticano Pompeo Molfetta
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