Esattamente 400 anni dopo la sua pubblicazione, avvenuta a Venezia, si presenta domani 10 ottobre, alle ore 18.00, nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne un libro che esprime alcuni valori universali che caratterizzano i popoli civili: la Ricerca, la Formazione e l’Assistenza agli ammalati, che vanno curati al meglio e possibilmente guariti a costi sostenibili. Il libro “Centum Historiae seu Observationes et Casus Medici” scritto da Epifanio Ferdinando, fu tradotto dal latino da
Maria Luisa Portulano ed Amedeo Elio Distante (a sinistra nella foto), studiosi mesagnesi. Il corposo volume è frutto di una strategia lungimirante per valorizzare l’opera di un genio del territorio. Esso ha richiesto una pazienza certosina, ma ora è fruibile da medici, storici, studenti, ricercatori e da tutti i cittadini che scopriranno in Epifanio Ferdinando una delle menti più acute nella storia travagliata della nostra “piccola” Italia. Patrocinato dalla Regione Puglia, sostenuto dal Comune di Mesagne e sponsorizzo dalla Contract Research Organization (CRO) ClinOpsHub, il libro fu dedicato a Giulia Farnese, Marchesa di Mesagne, della quale Epifanio Ferdinando fu medico di famiglia ed amico. Si tratta di una mirabile descrizione di casi clinici che racchiudono molteplici domande di ricerca, ragionamenti articolati sulle possibili cause delle malattie, con indicazioni sui rimedi terapeutici. Come emerge dalle citazioni (non esaustive), le patologie sono una sfida per l’umanità ancora oggi: perdita della memoria, epilessia, malattie psichiatriche come depressione, manie, delirio e psicosi, le malattie infettive come varicella, morbillo, sifilide, gonorrea, carbonchio, le tipologie di febbri allora considerate vere malattie, le patologie metaboliche quali diabete, gotta, obesità, magrezza, e poi gli ascessi, la cataratta, l’asma, la pleurite, il carcinoma mammario, le coliche renali, l’ipertrofia prostatica, l’aborto, il parto e le sue complicazioni, la fibrillazione atriale, etc.
Pur scritte circa 4 secoli fa (ma alcune sono andate perse), le opere di Ferdinando contengono linfa, spunti e stimoli per i giovani sensibili che intendono impegnarsi per progettare il futuro con le proprie mani, oggi. In un libro del 1626 trattò La Peste descrivendola come pandemia, e di fatto richiamando i tragici giorni che viviamo ora. Portulano e Distante la tradussero in italiano nel 2001. Per testimoniare l’importanza delle opere di Epifanio Ferdinando, rese fruibili dallo splendido connubio culturale fra Amedeo Elio Distante e Maria Luisa Portulano, ci saranno il Sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, il prof. Giuseppe Armocida, presidente onorario, a nome della Società Italiana di Storia della Medicina, il biotecnologo Stefano Lagravinese, direttore scientifico della ClinOpsHub e il prof. Alessandro Distante, presidente dell’ Isbem (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo).
Oggi sarà presentato il libro “Centum Historiae seu Observationes et Casus Medici”
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