Purtroppo l’emergenza Covid è tornata di strettissima attualità. In estate sembrava avessimo riacquistato la nostra libertà. In questi giorni, invece, si torna sempre più insistentemente di nuovo a parlare di un lockdown totale. Ne parliamo con la dr.ssa Sara Maria Rini (nella foto), psicologa e psicoterapeuta in formazione, esperta in neuropsicologia presso il Centro Studi Medici del Dr. Mardighian.
Dottoressa cosa succederà in caso di un’altra chiusura totale? Un’eventuale nuova chiusura avrà sicuramente delle conseguenze negative sul benessere delle persone. In primis, riemergeranno le sensazioni di smarrimento e ansia che abbiamo vissuto nella prima ondata, di paura per la propria salute e quella dei nostri cari, a cui si sommerà la disperazione per le difficoltà economiche a cui molte persone vanno incontro.
Siamo passati da “andrà tutto bene” a “non andrà tutto bene”. Durante la prima ondata, vi era meno consapevolezza e conoscenza di questo virus e pertanto, la gente era più ottimista. Ora tutto ciò è stato sostituito da una forte sfiducia nei confronti delle autorità e preoccupazione per le proprie condizioni economiche. Per non dimenticare tutte quelle persone che versano in una condizione di salute precaria, che hanno perso da poco i propri familiari o che sono stanchi perché lottano contro il virus in prima linea.
Quali sono gli effetti collaterali negativi? Le conseguenze sono certamente dannose per il benessere della persona. Il lockdown, seppur necessario, genera sentimenti di frustrazione, sofferenza ed angoscia, che se non gestiti in modo adeguato tempestivamente, potrebbero provocare depressione e disturbi dell’adattamento. Altre reazioni psicologiche potrebbero essere l’ansia, l’irritabilità, l’insonnia, la scarsa concentrazione, la noia e la solitudine.
Cosa fare per affrontare al meglio questa situazione? È molto importante stabilire delle nuove routine e prendersi cura di noi stessi, come ad esempio mantenendo un’alimentazione sana, svolgendo regolare attività fisica (come consentito o in casa), cercando di dormire almeno 7-8 ore al giorno e limitando l’esposizione ai resoconti dei media sulla pandemia, formandosi in maniera corretta da fonti ufficiali.
La noia è anche associata a depressione, comportamenti autolesionistici e impulsivi, nonché a processi decisionali rischiosi. Come tenerci occupati fino a che la pandemia finirà? La noia, a volte, può essere costruttiva. Possiamo dedicare del tempo a tante cose che solitamente rimandiamo. È il momento giusto, infatti, per riprendere quelle passioni e quelle attività che prima ci rendevano felici e che abbiamo accantonato da un po’. Possiamo, per esempio, rispolverare quel libro che abbiamo lasciato a metà, cucinare quella ricetta che abbiamo salvato sul telefono da mesi o chiamare quell’amico che non sentiamo da tanto.
Come comportarsi con i bambini che si lamentano di annoiarsi? Anche con i bambini è importante creare una routine, per ridurre al minimo i momenti di noia. Oltre alle attività di apprendimento e studio, se ne possono individuare altre piacevoli da svolgere insieme, come dipingere, creare degli strumenti musicali con materiale di riciclo o fare il karaoke. Su internet è possibile trovare numerose proposte. Inoltre, è importante prestare attenzione alle emozioni del bambino in quanto anche loro, come gli adulti, potrebbero sperimentare sentimenti di paura e di angoscia. Pertanto sarebbe opportuno informarli del virus attraverso un linguaggio chiaro ed adeguato all’età, fornendo esempi concreti di ciò che sta succedendo e rassicurandoli, accogliendo le loro emozioni.
Cosa possiamo fare per non farci travolgere dall’onda anomala dell’ansia e della malinconia? Cosa fare per prendere atto della grave realtà che stiamo vivendo senza farsi travolgere dal vedere “tutto nero”, abbandonarsi al catastrofismo e piangersi addosso. È bene normalizzare le reazioni di stress e i vissuti emotivi attuali, che sono comuni nel contesto di situazioni incerte e potenzialmente letali come le pandemie. Tutti noi stiamo vivendo un momento di insicurezza, ed è normale sentirsi impauriti o ansiosi. Tuttavia, è anche fondamentale saper chiedere aiuto in queste situazioni di difficoltà a professionisti che possono aiutarci. In tutta Italia è stato attivato il numero verde di supporto psicologico, così come è possibile svolgere percorsi di sostegno su piattaforme online.
In sintesi, come attuare un comportamento che faccia vivere il tutto al meglio? In sintesi, dobbiamo imparare a prenderci più cura di noi stessi e dei nostri familiari. Evitiamo l’isolamento sociale, utilizzando mezzi alternativi di contatto interpersonale; sviluppiamo una nuova routine; occupiamoci del nostro corpo attraverso l’alimentazione e lo sport; e incominciamo a guardare le cose da una prospettiva differente. Diamo valore a questi mesi di difficoltà con la consapevolezza che la vita è fatta di luci e di ombre, e ben presto il sole risplenderà di nuovo.
Siamo passati da “andrà tutto bene” a “non andrà tutto bene”. Durante la prima ondata, vi era meno consapevolezza e conoscenza di questo virus e pertanto, la gente era più ottimista. Ora tutto ciò è stato sostituito da una forte sfiducia nei confronti delle autorità e preoccupazione per le proprie condizioni economiche. Per non dimenticare tutte quelle persone che versano in una condizione di salute precaria, che hanno perso da poco i propri familiari o che sono stanchi perché lottano contro il virus in prima linea.
Quali sono gli effetti collaterali negativi? Le conseguenze sono certamente dannose per il benessere della persona. Il lockdown, seppur necessario, genera sentimenti di frustrazione, sofferenza ed angoscia, che se non gestiti in modo adeguato tempestivamente, potrebbero provocare depressione e disturbi dell’adattamento. Altre reazioni psicologiche potrebbero essere l’ansia, l’irritabilità, l’insonnia, la scarsa concentrazione, la noia e la solitudine.
Cosa fare per affrontare al meglio questa situazione? È molto importante stabilire delle nuove routine e prendersi cura di noi stessi, come ad esempio mantenendo un’alimentazione sana, svolgendo regolare attività fisica (come consentito o in casa), cercando di dormire almeno 7-8 ore al giorno e limitando l’esposizione ai resoconti dei media sulla pandemia, formandosi in maniera corretta da fonti ufficiali.
La noia è anche associata a depressione, comportamenti autolesionistici e impulsivi, nonché a processi decisionali rischiosi. Come tenerci occupati fino a che la pandemia finirà? La noia, a volte, può essere costruttiva. Possiamo dedicare del tempo a tante cose che solitamente rimandiamo. È il momento giusto, infatti, per riprendere quelle passioni e quelle attività che prima ci rendevano felici e che abbiamo accantonato da un po’. Possiamo, per esempio, rispolverare quel libro che abbiamo lasciato a metà, cucinare quella ricetta che abbiamo salvato sul telefono da mesi o chiamare quell’amico che non sentiamo da tanto.
Come comportarsi con i bambini che si lamentano di annoiarsi? Anche con i bambini è importante creare una routine, per ridurre al minimo i momenti di noia. Oltre alle attività di apprendimento e studio, se ne possono individuare altre piacevoli da svolgere insieme, come dipingere, creare degli strumenti musicali con materiale di riciclo o fare il karaoke. Su internet è possibile trovare numerose proposte. Inoltre, è importante prestare attenzione alle emozioni del bambino in quanto anche loro, come gli adulti, potrebbero sperimentare sentimenti di paura e di angoscia. Pertanto sarebbe opportuno informarli del virus attraverso un linguaggio chiaro ed adeguato all’età, fornendo esempi concreti di ciò che sta succedendo e rassicurandoli, accogliendo le loro emozioni.
Cosa possiamo fare per non farci travolgere dall’onda anomala dell’ansia e della malinconia? Cosa fare per prendere atto della grave realtà che stiamo vivendo senza farsi travolgere dal vedere “tutto nero”, abbandonarsi al catastrofismo e piangersi addosso. È bene normalizzare le reazioni di stress e i vissuti emotivi attuali, che sono comuni nel contesto di situazioni incerte e potenzialmente letali come le pandemie. Tutti noi stiamo vivendo un momento di insicurezza, ed è normale sentirsi impauriti o ansiosi. Tuttavia, è anche fondamentale saper chiedere aiuto in queste situazioni di difficoltà a professionisti che possono aiutarci. In tutta Italia è stato attivato il numero verde di supporto psicologico, così come è possibile svolgere percorsi di sostegno su piattaforme online.
In sintesi, come attuare un comportamento che faccia vivere il tutto al meglio? In sintesi, dobbiamo imparare a prenderci più cura di noi stessi e dei nostri familiari. Evitiamo l’isolamento sociale, utilizzando mezzi alternativi di contatto interpersonale; sviluppiamo una nuova routine; occupiamoci del nostro corpo attraverso l’alimentazione e lo sport; e incominciamo a guardare le cose da una prospettiva differente. Diamo valore a questi mesi di difficoltà con la consapevolezza che la vita è fatta di luci e di ombre, e ben presto il sole risplenderà di nuovo.
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