La formula con la quale saranno decise le misure non è ancora stata stabilita, ma sarà confermata l’Italia divisa in fasce. L’ipotesi più attuale è che ci sia un Dpcm per il periodo dal 3 dicembre fino a ridosso di Natale e uno per le festività vere e proprie. Sarà consentito lo shopping per gli acquisti di Natale, i negozi potranno rimanere aperti in una fascia oraria più ampia per evitare assembramenti. Ci sarà l’apertura dei centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e saranno contingentati gli ingressi non solo nei negozi ma anche in strade e piazze, soprattutto in alcune grandi città e nel weekend. Apertura serale anche per ristoranti e pub mentre per il cenone a casa ci saranno raccomandazioni e non divieti, che sono inapplicabili: plausibile che non si possa essere più di sei a tavola, quindi al massimo solo conviventi e parenti stretti. “Questo Natale – dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa – dobbiamo essere il meno numerosi possibile perché più si allarga la cerchia di persone e maggiore è il rischio. Immagino si possa dire 5-6 persone al massimo, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo”. Quanto agli spostamenti, interdetti nelle zone rosse e limitati in quelle arancioni, anche tra regioni sarà sempre consentito il ritorno alla residenza o al domicilio, ma non si prevede un esodo dal nord al sud paragonabile a quello di marzo scorso prima del lockdown. “Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra Regioni – continua Zampa – .Ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili delle deroghe”. Per quanto riguarda il coprifuoco, fissato attualmente alle 22 in tutta Italia, potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte, ma per la sera del 24 e per quella dei 31 c’è anche l’ipotesi che possa arrivare fino all’una di notte. Nessuna deroga sarà concessa per eventi in piazza o in altri luoghi d’aggregazione, né per le feste private. Soprattutto per Capodanno. “Non saranno permessi feste di piazza – conferma Zampa – saranno regolati quei giorni perché, a differenza di questa estate, non ci saranno deroghe. Non possiamo immaginare una terza ondata”. L’obiettivo del governo e dei presidenti di Regione è fare in modo che la maggior parte delle regioni possano retrocedere dalle zone rosse e arancioni in modo da arrivare al 3 dicembre con buona parte dell’Italia in zona gialla. Ma anche se sarà così le regole devono essere chiare: “Abbiamo fatto un’estate ‘liberi tutti’ e l’abbiamo pagata duramente e dunque non possiamo permetterci un Natale ‘liberi tutti’.
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