“Durante l’estate scorsa l’Amministrazione comunale fece istallare i gazebo nei pressi degli uffici postali e li fece presidiare da operatori della Protezione Civile per regolamentare l’afflusso delle persone ed evitare gli assembramenti. Perché non è intervenuta anche adesso? Deve essere il Comune che deve provvedere in quanto il Sindaco è la massima autorità locale in materia di salute pubblica. Poste Italiane è responsabile di quanto accade all’interno degli uffici dove, per disposizione della Direzione centrale, devono entrare massimo 5 utenti. Fuori dagli uffici, e quindi anche quanto avviene dinanzi agli sportelli Postamat, la gestione non è di loro competenza”. E’ quanto hanno riferito i dirigenti di Poste Italiane sul problema degli assembramenti dinanzi agli uffici postali che tanto clamore hanno scatenato in questi giorni.
In merito al servizio “Questa la situazione agli uffici postali di Mesagne”, nel quale un cittadino lamentava “dalle ore 13,40 alle 14.05, per 25 minuti non entra ed esce nessuno, tutti ad aspettare”, confermano che non una, ma più cartelle della tassa Tari inviate dal Comune di Mesagne, non sono stampate come dovrebbero essere. Gli scanner in dotazione a Poste Italiane non riescono a leggere tutti i dati per cui l’operatore li deve trascrivere manualmente con notevole perdita di tempo. Le lunghe attese sono dovute, inoltre, alla richiesta dell’utente di accedere allo SPID, il sistema unico di accesso con identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione italiana, che l’utente non si sa fare autonomamente. E, ancora, il Reddito di Cittadinanza. Gli operatori Pt si dovrebbe dare solo l’autorizzazione e consegnare la carta, mentre tutte le altre informazioni dovrebbero essere date dai patronati. Diceva ieri un cittadino in attesa dinanzi all’ufficio postale. “Ci stanno confondendo con una miriade di ordinanze che arrivano dal governo centrale, dal governo regionale e dal Sindaco che vieta gli assembramenti mentre alla Posta ci impongono di aspettare fuori dagli uffici: e allora fateci capire dove dobbiamo sostare in attesa che arrivi il nostro turno? La verità che in Italia tutti fanno lo scarica barile con il risultato che i penalizzati siamo sempre noi cittadini”.
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Poste, banche, uffici comunali, tutti gli uffici governativi hanno preso l’occasione per fare meno di quel che facevano prima, tanto costoro, tutti costoro hanno continuato a percepire il loro stipendio per intero, i cassaintegrati invece devono fare file su file, non risolvendo quasi mai niente e tanto la fila equivale ai tempi dei pagamenti cassa integrazione, non solo, con perdite economiche a parità di stipendio del 40%, noi cittadini siamo solo sudditi e per giunta presi in giro , buona giornata
Peccato che noi che lavoriamo alle poste non abbiamo mai chiuso, non siamo stati mai a casa e in più ci hanno tolto le ferie che sono un nostro diritto,
Forse lo stipendio c’è lo meritiamo!!!!
Io ho chiesto di poter prendere il mio numero alla macchinetta per non essere costretto a fare la fila all’esterno ed evitare così l’assembramento. Avrei potuto allontanarmi e ritornare, secondo le mie previsioni, poco prima del mio turno. Mi è stato decisamente negato, anche in malo modo, in quanto potevo non tornare e non ci sarebbe stato corrispondenza tra i numeri erogati e le prestazioni effettuate… un dramma!!! E loro non avrebbero potuto giustificare tale disparità alla Direzione Centrale!! Una cretinata pazzesca, se fosse vera!!