Emanuele Passaro (nella foto), imprenditore che da 20 anni opera nel settore metalmeccanico nella Zona Industriale, ha pensato ad un segno di accoglienza ed di identificazione della zona industriale di Mesagne da collocare nella rotonda di ingresso dall’ultimo cavalcavia in direzione Brindisi, nei pressi di Leroy Merlin. La rotonda, oggi anonima, può essere il luogo dove esprimere l’operosità dei vari artigiani che hanno i loro capannoni in zona e connotare l’ingresso in maniera tale da conferire importanza alla stessa. Ha pensato che il simbolo di questa operosità possa essere un albero di ulivo che, proprio per le sue caratteristiche di forza e generosità, incarna lo spirito dei tanti imprenditori ed artigiani mesagnesi. Il tronco dell’albero sarà realizzato in acciaio cor-ten, lo stesso materiale utilizzato per costruire il frantoio ipogeo che la sua azienda ha eretto nel Salento, a Ruffano. Le fronde saranno composte da decine di pannelli reticolati di diversa texture, a riprendere il chiaroscuro tipico delle foglie dell’ulivo quando, spostate dal vento, mostrano la loro parte interna argentea.
L’opera sarà costruita con il contributo degli imprenditori della ZI e una raccolta fondi, e sarà il simbolo di un territorio che non vuole morire. Il progetto (ancora virtuale) sarà presentato alla città, “L’ulivo è disegnato in maniera dinamica, per essere percepito da tutte le angolazioni offerte dalla rotatoria; le sue radici seguono la direzione del traffico, mentre le fronde, dopo un giro completo di 360 gradi si ritrovano a fare da contrappeso alla robusta base in ferro – spiega l’arch. Carlo Ferraro, amico di Emanuele Passaro, che ha presentato una bozza. “L’insieme – aggiunge – dovrebbe restituire l’idea di una forza che contrasta le avversità del mondo e resiste a queste: una pianta “resiliente”. Spiega Emanuele: “Con l’arrivo del covid ai primi dell’anno, si è interrotta la ricerca dei possibili finanziatori dell’opera”. Ma Emanuele, resiliente come l’ulivo, aspetta fiducioso di poter continuare. “Noi che operiamo nella zona industriale – dice – abbiamo le attrezzature sul posto, abbiamo i materiali. La mia azienda lavorerà sulla parte metallica, altri colleghi sulla preparazione dello scavo, del materiale edilizio, ecc. Ma potranno contribuire non solo noi operatori della ZI. Tutti lo potranno fare. L’ulivo, che con la Xylella rischia di scomparire, rappresenta la storia del nostro territorio, la nostra storia”.
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