Il Partito Democratico, tramite il suo massimo responsabile Francesco Rogoli, interviene sulla nota trasmessa dal sindaco Matarrelli riguardo la decisione di far togliere il cartello stradale di via Tancredi Normanno. Non avevamo intenzione di intervenire. Lo facciamo solo dopo la nota del Pd.
Noi che abbiamo un pizzico di memoria storica, e grazie agli archivi, riteniamo che quel cartello non ha nulla a che vedere con la Sacra Corona Unita che, è opportuno ricordare, nacque 2 anni dopo quell’episodio. La Scu fu fondata nel 1981 nel carcere di Bari da Pino Rogoli, detenuto dopo la sanguinosa rapina di Giovinazzo dove perse la vita un incolpevole tabaccaio.
Quel cartello di via T. Normanno fu crivellato da colpi d’arma da fuoco (poi la ruggine ha fatto il resto) quando fu ucciso una guardia della vigilanza di un istituto privato (il collega che era con lui dovrebbe essere ancora vivente). All’angolo del passaggio a livello c’era un fruttivendolo che la notte dormiva nel camion.
I fatti. Un camion fu rubato nel Salento (non ricordiamo bene, a Leverano, Carmiano?) e arrivò a Mesagne. Il passaggio a livello di via ten. Roberto Antonucci era chiuso. I malfattori scesero dal camion e spararono all’impazzata colpendo a morte anche un vigilantes. La verità non si è mai saputa. Se l’omicidio fosse stato stato opera della Scu, ora che si sa tutto, sarebbe venuto fuori anche quel delitto. Sicuramente non fu opera dei futuri componenti della Scu. Sarebbe stato paradossale che, rubato un camion nel Salento, gli affiliati alla Scu sarebbero poi tornati a Mesagne per restare bloccati al passaggio a livello di via S. Vito. Un episodio, ripeto, che dovrebbe risalire al 1979, 42 anni fa, mentre la Scu fu fondata nel 1981, due anni dopo. Quindi quel cartello stradale con la Sacra Corona Unita non ha nessun collegamento e non è un simbolo della Scu. L’unico segnale stradale bucato con arma da fuoco da affiliati alla Scu è quello di via Sandonaci, pubblicato ieri dal collega Dinapoli. La notizia, come si dice adesso, è una fake news. L’ennesima. Chi ha una certa età ha vissuto quella triste pagina di Mesagne quando in città non si poteva uscire. Poi tutti i mesagnesi insorsero per combatterla veramente. Leggere oggi certe non ci indigna più. Ma su certi argomenti bisognerebbe essere più cauti. Ieri su alcuni giornali locali hanno commentato tutti. Si sa, i giornali devono scrivere. Ma non tutti hanno l’obbligo di parlare e commentare. E’ intervenuto addirittura il presidente Michele Emiliano. Se Emiliano vuole quel segnale stradale, diamo al Procuratore Nicola Piacente quello di via Sandonaci per ricordargli che quando partorì la moglie non andò a trovarla in ospedale avendo saputo che la criminalità aveva preparato un attentato.
Per concludere: non è togliendo il segnale stradale che si può dire che si combatte la criminalità e il malaffare.
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Giusto