In occasione del centosessantesimo anniversario dell’Unità dell’Italia Pasquino ripropone ciò che scrisse nel
centocinquantesimo anniversario dell’Unità dell’Italia 17 marzo 2011.
L’Italia nella sua storia secolare
subì invasioni distruttive e amare.
La gente uccisa, il suolo occupato,
col ferro e col fuoco rovinato.
…Longobardi, Vandali, Ostrogoti,
feroci, dominarono in tempi remoti.
Poi Franchi, Borboni e Bizantini
e Spagnoli in tempi più vicini.
Infine le barbare invasioni naziste
con la complicità delle bande fasciste.
Stupri di donne, impiccati cittadini
e non si risparmiarono i bambini.
Finché fu salvo l’onore della nazione
ad opera del popolo in piena ribellione.
Ora nuova invasione non dall’esterno,
si insinua strisciante dall’interno,
come cancro che colpisce corpo sano
che deperisce di certo piano piano.
Sono i barbari bovini della Lega,
a cui la storia dell’Italia non frega.
Oltraggiano e sputano sul tricolore
e se parla Bossi vanno in calore.
Minacciosi promettono ribellioni
con fucili già pronti a milioni.
Ma invero è grande fanfaronata,
con sonora pernacchia sbugiardata.
Gridano forte” Roma ladrona”,
ma il loro intento è la poltrona.
Si insediano in Province e Regioni
e reclamo soldoni su soldoni
E anche se è denaro italiano,
sempre pronti a stendere la mano.
Se si suona l’inno nazionale,
un fico secco non gliene cale.
Disertano il luogo della riunione
ove si celebra la festa della nazione.
Cacciate dall’Italia tali bestioni
con i voti o infine con i forconi.
Inseguiteli di notte e di giorno,
perché nel Paese non facciano ritorno.
Destatevi Italiani dal vostro torpore:
è cittadino chi ha l’Italia nel cuore.
Amate il Paese che incanta e ammalia.
Il mio grido è ” Viva. viva l’Italia”.
Pasquino. 150 dall’Unità d’Italia