Il coordinatore di ProgettAmo Mesagne, Antonio Calabrese, e il capogruppo del Nip, Domenico Magrì, hanno qualche dubbio circa la bontà di una “strana” accellerata dei lavori della prima commissione consiliare “Uso ed Assetto del territorio”. E ricordano che, nel tracciare il bilancio delle attività istituzionali svolte nel corso del 2013, il  Presidente del consiglio Orsini riferì che commissione nel 2013 si era riunita solo 3 volte nonostante che vi fossero importanti argomenti da discutere. Tra questi il progetto definitivo della rigenerazione urbana dell’ex stadio di via Sasso e le questioni del PPTR che la commissione non ha potuto visionare perché senza presidente per quasi due mesi.
“Il 2014 si apre invece con un autentico exploit – sostengono i due rappresentanti dell’opposizione -. Innanzitutto risale in sella il presidente Fabrizio De Leo del Partito Democratico che si era autosfiduciato e in soli 20 giorni la commissione è stata convocata tre volte”. Un dubbio: quali i tanti argomenti da affrontare per cui è necessaria questa accelerata? si chiedono Calabrese e Magrì. E provano ad immaginare: “Forse si vuole metter mano allo scempio urbanistico di piazza Gioberti? Forse si riprenderà il progetto relativo agli ingressi della città e denominato le “Porte urbane del terzo millennio?. No. Forse tutto questo  è rimandato al quarto millennio”. E allora? Qual è la priorità ? L’ampliamento della zona Pip. Oggi vi sarà un’altra seduta di commissione dopo appena una settimana. “Speriamo che almeno in questa occasione sia presente l’assessore alle Attività Produttive, Giorgio Lasala. Non è la prima volta che si parla in questa commissione di questioni rilevanti e non è presente l’assessore di riferimento”, scrivono Calabrase e Magrì che ricordano la querelle estiva tra il presidente di commissione De Leo e l’ex assessore Vizzino sulla questione della concessione ad una ditta locale di un terreno da adibire a parcheggio.
“ProgettiAmo Mesagne non è contraria ad ampliamenti della zona Pip se ciò vuol dire sviluppo economico e prospettive occupazionali. Ma se questa accelerata serve  solo ad assegnare lotti per favorire l’insediamento di alcune aziende senza prevedere un completamento della rete dei servizi essenziali, fra tutti rete fognaria e idrica, capace di dare delle risposte che da tanto tempo richiede l’imprenditoria già operante sul territorio, noi ostacoleremo questo percorso raffazzonato icastico di non chiari obiettivi. Se invece si vorranno assicurare tutti i servizi di cui abbisognano le aziende e successivamente procedere all’ampliamento noi saremo della partita assicurando il massimo contributo. Tutto dovrà avvenire all’interno di un percorso tecnico giuridico adeguato e rigorosamente rispettoso delle leggi in materia sia nella definizione del nuovo piano degli insediamenti ed in particolare nella parte del regolamento attuativo che come è noto, anche nel recente passato,  è stato più volte disatteso specie nella parte dell’assegnazione dei lotti”.
Zona industriale: la strana accellerata dei lavori di commissione
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