Lo incontrammo nei giorni di fine novembre 2018 quando era stato appena istallato in Piazza Porta Grande il cantiere a supporto dei lavori per il rifacimento del tronco idrico-fognante del centro storico. L’ing. Adriano Carmosino lo abbiamo risentito ieri mentre gli operai della ditta Spinosa di Isernia lavoravano allo smontaggio del cantiere. 850 giorni dopo. “E’ stato un lavoro duro, impegnativo, che abbiamo fatto con il massimo impegno per ridare un volto al borgo di questa città che, te lo confido, ci ha stregati”. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con l’Amministrazione comunale, con la Soprintendeza alle Belle Arti. Con tutti abbiamo avuto numerosi incontri e in stretta sinergia abbiamo superato difficoltà e risolto innumerevoli problemi”. Hanno lavorato con il sole, la pioggia, addirittura con la neve e, come se non bastasse, anche in periodo di pandemia. “Per gli ultimi dettagli abbiamo bisogno di ridurre il personale che sposteremo su Napoli – continua il responsabile del cantiere -.Appena gli operai lo hanno saputo, mi hanno pregato di lasciarli a Mesagne sino all’ultimo giorno perché tutti, quasi due anni e mezzo di lavoro, sono rimasti legati a questa città, alla vostra gente sempre disponibile, paziente, collaboratrice, pronta a supportarci in ogni momento. I miei operai hanno stretto un forte legame con molti residenti e con molti di essi si conoscono come se fossimo amici da sempre; conoscono le loro famiglie, i figli, si chiamano per nome, conoscono i nostri nomi. Pensi che molti di noi l’estate scorsa, nonostante la pandemia, abbiamo portato a Mesagne le nostre famiglie a soggiornare per un fine settimana. Ma quando avremo superato questo brutto periodo di pandemia portremo in vacanza a Mesagne amici e parenti, perché questa città, questa gente, ci ha stregati. Ci sentiamo ormai cittadini di Mesagne”.
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