“Ci hanno contattato dalla curia locale, ma la risposta è stata che non è ancora giunto il momento di somministrare i vaccini ai sacerdoti”. Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’azienda sanitaria brindisina, ha opposto un fermo diniego. Ha risposto che prima dei preti ci sono altre categorie. “Io credo – ha aggiunto – che prima dei preti vengano, per esempio, i ragazzi che lavorano nei supermercati, i quali, da quanto mi risulta, si stanno ammalando”.
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Anche a Brindisi, come accaduto a Taranto, i preti hanno chiesto di potersi vaccinare, ma stavolta scontrandosi con il fermo diniego della Asl. A svelarlo è il , Davanti al secco “no” della Asl, la controparte ha fatto presente che nella vicina Taranto le inoculazioni aireligiosi sono state fatte con tanto di autorizzazione delle autorità. «Abbiamo risposto che prima dei preti ci sono altre categorie, quelle indicate dai protocolli ufficiali – spiega sul punto Pasqualone –, e che a Brindisi si rispettano le disposizioni impartite dalle autorità settimane, per la linea della fermezza adottata nei confronti degli operatori sanitari no vax. Sulla sua scrivania era giunta una lista di circa 400 dipendenti recalcitranti al vaccino, poi dimezzatasi per effetto dei primi provvedimenti disciplinari avviati dalla Asl, decisa a non demordere fino ad arrivare, se necessario, provvedimenti di sospensione dal servizio senza stipendio. Nei giorni scorsi si sono vaccinati anche gli specialisti del reparto di Cardiologia dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana che in un primo momento non avevano risposto alla chiamata dell’Asl. L’unità operativa, secondo quanto ha avuto modo di spiegare Pasqualone, rischiava di chiudere i battenti proprio a causa dell’indisponibilità ad immunizzarsi di tre cardiologi su un totale di sei in servizio. «Alla fine i medici si sono vaccinati e il reparto, per fortuna, è rimasto aperto–rimarca il direttore generale –. La stessa cosa stanno facendo anche gli altri dipendenti che inizialmente avevano rifiutato il vaccino. Per cui l’elenco dei duecento no vax si sta riducendo progressivamente, anche perché abbiamo avviato una ventina di procedimenti disciplinari». Non solo. «Ho dovuto avviare altri procedimenti disciplinari perché al Camberlingo hanno attivato un canale di comunicazione non autorizzato con la stampa locale in meritoaquesta vicenda», afferma Pasqualone, precisando che le comunicazioni ai media «sono state fatte, peraltro, in maniera anonima, come spesso sta accadendo da parte degli oppositori del vaccino». Non firmata era anche la dura lettera giunta nei giorni scorsi nella sede della Asl di Brindisi, e subito consegnata alla Digos, nella quale gli ignoti estensori invocavano la libertà di non vaccinarsi e definivano il direttore generale Pasqualone «un omino insignificante che esegue solo ordini». Antonio Della Rocca © RIPRODUZIONE RISERVATA mali, avevano raccomandato alle squadre vaccinali di non respingere i caregiver di disabili con più di 16 anni che si fossero presentati. Ed è proprio quello che è successo a Lecce. La caserma Zappalà, gestita dall’esercito e messa a disposizione dell’Asl, è stata assalita da caregiver: solo una piccola parte assistenti di disabili con meno di 16 anni. Tuttoèpartito da un messaggio (non partito dall’Asl, tengono a precisare gli uffici di Lecce) che informava dell’opportunità di vaccinarsi. L’esitoèstato documentato dalle foto di centinaia di persone in coda. «Nessuno è stato respinto. Ci siamo organizzati – dice Rodolfo Rollo, manager dell’Asl Lecce – e in breve abbiamo portato i punti vaccinali da 3a8». Alla Zappalà erano programmati duecento vaccini, ne sono stati somministrati 800. Ma quella che sembra una prova di efficienza viene stigmatizzata duramente dalla deputata Veronica Giannone e dal consigliere regionale Paride Mazzotta: «Lunghissime code, sotto il sole, con la gente ammassata. Le immagini della caserma Zappalà parlano da sole: inammissibile e indecoroso». Dai contagi notizie poco confortanti. Ieri 3.978 test e 677 casi di nuovi positivi: il tasso di positività resta sempre alto, ieri al 17%. Taranto è la provincia d’Italia con la più alta incidenza rispetto alla popolazione, Bari la sesta. Francesco Strippoli © RIPRODUZIONE RISERVATA Operatorisanitarino vax, laRegione vuole i nomi Ieri vacciniper ottomila In coda In alto e a sinistra due immagini del centro vaccinale allestito nella Fiera del Levante di Bari superiori. . In una comunicazione del ministeroedella Regione si intravvedeva la possibilità di fare il vaccino anche ai sacerdoti, ma io ho ritenuto che ci fossero categoria molto più a rischio in questo momento, o che svolgessero servizi più a stretto contatto con la gente. Comprendo il ruolo dei preti, ma loro avranno il siero quando sarà il momento». La vaccinazione di circa un centinaio di religiosi che operano a TarantoeCastellaneta aveva fatto scoppiare l’ennesima polemica su un presunto caso di mancato rispetto delle precedenze. Giuseppe Pasqualone è il manager che ha fatto parlare di sé, in queste ultime