
(di Gianfrancesco Castrignanò nella foto*) E’ di questi giorni la notizia che a breve si dovrebbe concretizzare un forte processo di cambiamento della geografia giudiziaria in Italia che determinerà la chiusura di diversi tribunali “minori”, di tutte le Sezioni distaccate di Tribunale e di oltre 600 Uffici del Giudice di Pace, ciò comporterà per la nostra comunità la soppressione del Giudice di Pace, già prevista in un precedente schema di decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, salvo che delle spese non se ne faccia carico il Comune ovvero un consorzio di Comuni, e la chiusura della Sezione distaccata del Tribunale, tali provvedimenti sono il frutto della generale politica del governo centrale di contenimento della spesa pubblica, che se pure in linea di principio ci vede sicuramente d’accordo, in concreto determinerà notevoli disagi e disservizi ai cittadini, ciò a fronte di risparmi di spesa tutto sommato modesti rispetto alla spesa pubblica complessiva, che ad avviso del governo sarebbero pari a circa 80 milioni di euro l’anno e che invece secondo altri studi sarebbero di poco superiori ai 40 milioni, le soppressioni annunciate non tengono però conto dei costi che l’amministrazione dovrebbe comunque sostenere per garantire il passaggio di personale e attività ai tribunali provinciali, a ciò si aggiungono gli ingenti costi in termini di maggiori spese e impatto ambientale che andranno a gravare sulla collettività e sui singoli cittadini, che nel caso della nostra provincia comporterà uno spostamento in massa degli utenti e degli operatori del mondo giudiziario dai vari comuni verso Brindisi, che rimarrebbe unico presidio di giustizia su un territorio di circa 400.000 abitanti con gli immaginabili rischi di paralisi del sistema complessivo, derivanti da questa eccessiva concentrazione di uffici, personale, operatori e cittadini nel solo capoluogo, in tal modo sguarnendo completamente i restanti comuni da ogni istituzione giudiziaria, a cominciare dal Giudice di Pace, che all’atto della sua istituzione era stato concepito proprio per essere il più vicino possibile alle esigenze del cittadino nell’accedere alla giustizia cosiddetta minore. E’ pertanto importante una presa di coscienza e una mobilitazione su questa importante questione, che dovrà vedere fianco a fianco le istituzioni comunali e provinciali, nonché i rappresentanti politici e di categoria del territorio per affrontare una questione che non è di campanile, ma che riguarda la funzionalità e l’efficienza che lo Stato potrà e dovrà garantire alle legittime istanza di giustizia e di tutela dei diritti dei cittadini a mezzo dell’ordine giudiziario sull’intero territorio provinciale.
*Capogruppo Noi Centro con Ferrarese al Comune di Mesagne