Consigliere Ferraro, il suo ultimo post mistifica ancora i fatti. Per la seconda, ed ultima volta, scelgo di rispondere alla sua inaspettata replica.
Se i suoi toni sono “costruttivi”, come dice che siano, perché il suo intervento è stato reso con espressioni offensive? “Incontinenza propagandistica”, “strombazzare eventi minimi”, questo si legge nella sua nota di stampa che precede l’interrogazione consiliare immediatamente successiva. Anche se per me l’aspetto più grave della vicenda resta l’accusa di merito, che viene costruita su una presa visione non accurata degli atti, come competerebbe ad un rappresentante istituzionale che da due anni siede in Consiglio Comunale: dal 22 marzo l’Amministrazione Comunale avrebbe tenuto nascosta la proposta, che sarebbe arrivata dall’impresa che chiede di realizzare un parco eolico su un’area archeologica ricompresa nel territorio di Mesagne. E da questa premessa sbagliata tutta una serie di inesattezze e allusioni che conseguono basandosi sul niente: la proposta, che è pervenuta dal ministero (unico ente deputato a farlo) al Comune, e non dall’impresa come lei afferma, è arrivata pochi giorni prima che lei presentasse l’interrogazione (lunedì 3 maggio alle 12.58 e non il 22 marzo). Il progetto, come prevede la legge, sarà reso pubblico per due mesi e tutti saranno chiamati a fare le proprie valutazioni, quindi anche lei.
Non è la prima volta che lei sferra simili attacchi: a questi io non ho replicato, in nessuna occasione, proprio per evitare polemiche ed un inutile dispendio di energie. Anche in questo mente: io non ho mai risposto alle sue offensive mediatiche. Perché sono sempre partito dal presupposto che chi intende offrire il proprio contributo trova il modo per farlo, senza inventarsi contrapposizioni fondate sul nulla. Ben vengano le critiche, purché non si basino su bugie o sviste clamorose. E, se mi permette, anche pericolose, come in questo caso le sue. Non si possono diffondere insinuazioni con leggerezza, o sbandierata imperizia, e poi provare a trincerarsi dietro un ruolo di vittima che proprio non si giustifica in nessun modo. Lei adesso potrà rispondere all’infinito ad una polemica da lei stesso innescata e sulla quale, non si capisce per quale motivo, continua a soffiare anche con un certo tono. In questa occasione io ho risposto ad una menzogna: se non vuole che chiami così quello che dice, non ne dica.
Tornerò invece a risponderle quando si tratterà di confrontarsi su idee costruttive, che avranno come presupposto minimo la conoscenza di quello di cui si sta parlando. Studiare gli atti prima di affrontare una questione che si afferma di avere a cuore, come un’altra volta le è stato suggerito di fare, e non da me, è proprio l’abc per risultare quantomeno credibile. Spero che questa mia risposta sia letta come un chiarimento definitivo per ripartire, già da domani, con atteggiamento positivo e soprattutto propositivo. E che da parte mia può già dare come acquisito.

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