
La famiglia Dell’Aquila col maestro e Baglivo
Si è conclusa l’avventura olimpica dell’Italia del Taekwondo che rientra in Italia mercoledì notte. In attesa che torni in Italia e raggiunga Mesagne per riabbracciare mamma Pasana, papà Leo, il fratello Mimmo, il maestro Baglivo, ed i tanti amici che lo aspettano per festeggiarlo, ci siamo collegati con Tokio perchè Vito raccontasse ai nostri lettori le sensazioni che ha provato quando si è reso conto di aver realizzato il sogno che aveva da quando era bambino. “Si, sono davvero felice – ci confida dall’altro capo del telefono -. Ho avuto tanti momenti in cui temevo di non farcela. L’anno scorso per me non è stato un grande anno. Il 2021 è stato migliore, anche se le gare precedenti non sono andate molto bene. Avevo tanti dubbi, anche se ho sempre creduto in me stesso”.

Vito carabiniere col fratello Mimmo
Vito è riconoscente al Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri. “E’ stato molto importante per me far parte dell’Arma dei Carabinieri – dice -. Mi hanno telefonato sia il colonnello Cuneo, Comandante del Centro Sportivo Carabinieri, e dal Comando Generale dell’Arma. Sono molto orgoglioso di far parte di questa grande Istituzione e credo che anche l’Arma sia orgogliosa di me”. E’ difficile descrivere cosa si prova quando si è sul podio più alto. “Ero molto contento, incredulo, ma anche molto freddo. Non ero emozionato perchè non avevo ancora metabolizzato. Poi quando ho visto la bandiera italiana, quando ho sentito l’inno di Mameli, mi è venuto da piangere per la commozione”.
E’ vero che hai ha sullo sfondo del cellulare la medaglia d’oro olimpica. “Si è vero. E pensare che oggi quella medaglia è qui con me, stretta nelle mie mani”. Medaglie si vincono negli allenamenti? “Si, è vero. Io mi mi sono sempre allenato dando il

Il nonno di Vito, verduraio come il papà
massimo. Ma non sono importanti solo gli allenamenti, anche a tavola ho sempre curato l’alimentazione, ho curato il mio corpo nel miglior modo possibile”. La prima notte dopo la medaglia hai dormito? “Solo 5 ore, avevo tanta adrenalina addosso. Era difficile dormire e volevo leggere qualche messaggio che mi era arrivato sul telefonino”.
La storia di Vito è una bella storia che noi di Mesagnesera raccontiamo da quando era bambino. Bella l’immagine di quando è corso subito a consolare lo sconfitto. Bella la dedica al nonno scomparso. Il nostro augurio che questa bella storia sia la più lunga possibile. Grazie Vito per le emozioni che ci hai dato.
CALDAIE

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