Il servizio, che avrà sede presso la sede dell’ospedale di Mesagne, opererà in rete integrandosi con gli operatori degli altri servizi, proporrà la creazione di spazi di confronto, mediazione familiare, sostegno alla genitorialità, gruppi di confronto e di parola.
All’iniziativa hanno partecipato Toni Matarrelli, presidente del Coordinamento istituzionale BR/4 del quale Mesagne è capofila e che è composto dai Comuni di Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Donaci, San Pancrazio, San Pietro, Torchiarolo, Torre Santa Susanna, Cesare Salerno del distretto socio-sanitario BR/4, Antonio Negro, procuratore aggiunto della Repubblica di Brindisi e Valerio D’Amici, del coordinamento provinciale “Libera contro le mafie”. Ha coordinato Antonio Calabrese, consulente istituzionale dell’Ats BR/4.
L’intitolazione è stata decisa dai rappresentanti istituzionali dei nove Comuni nell’ottica di mettere in atto azioni per promuovere la legalità, la civile ed egualitaria convivenza, prevenendo e contrastando ogni forma di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone vulnerabili attraverso il sostegno professionale al ruolo genitoriale e della famiglia.
Come i presenti hanno sottolineato durante l’iniziativa, si tratta delle ragioni che hanno motivato la scelta di dedicare il nuovo servizio a Marcella Di Levrano, vittima di un omicidio di matrice mafiosa. Scomparsa l’8 marzo del 1990, il corpo della giovane, madre di una bambina in tenera età, fu ritrovato il 5 aprile dello stesso anno in località Bosco dei Lucci, tra Brindisi e Mesagne. Marcella fu uccisa perché aveva avuto il coraggio di rompere il muro di silenzio e di omertà su cui contava l’ascesa del sistema criminale dell’epoca.


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