I lavori per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale S. Antonio di Padova sono bloccati. Da due settimane i sedici operai della ditta di costruzioni I.C.M. sono a casa. La ditta appaltatrice li ha messi in stand bay in attesa che che l’Enel si decida a togliere l’energia elettrica dal palo che ricade all’interno del comparto.
Il rompete le righe agli operai è stato dato lo scorso 20 febbraio. Sono passati 40 giorni e ancora non si intravedono novità. Il costruttore Cosimo Faggiano, responsabile della ditta ICM si stringe nelle spalle. “I lavori stavano proseguendo bene, anzi più che bene perché avevamo anche un buon margine di anticipo nei tempi. Questo contrattempo non ci voleva proprio. Aspettiamo che si risolva quanto prima per poter ritornare a lavorare”.
Cosimo Faggiano preferisce essere di poche parole. Non vuole complicare una situazione che rischia di diventare difficile soprattutto per le maestranze.
A metà del mese di febbraio è stato effettuato il versamento per pagare i lavori di spostamento del palo dell’Enel. Circa 30 mila euro. Qualche settimana era volata via in attesa delle autorizzazioni comunali. La solita burocrazia che non manca mai.
Gli operai aspettano di tornare a lavoro. “Per riprendere a lavorare al momento sarebbe sufficiente che staccassero la corrente elettrica e quindi togliere la tensione dal palo. Lavorare con un palo che trasporta corrente elettrica con una tensione di 20 mila volt è rischioso per cui la Direzione dei lavori, rispettando la legge, ha fermato le maestranze. L’Enel alle nostre sollecitazioni ha risposto che sta appaltando i lavori. Considerata la lunghezza e la profondità degli scavi, è sono sufficiente una giornata di lavoro. Invece..”.