
Maria De Mauro
(di Maria De Mauro del Movimento Libero e Progressista) Risulta difficile, in questi giorni così drammatici, parlare di ciò che accade nel nostro infinitesimale angolo di mondo che somiglia a tanti altri infinitesimali angoli di questo Occidente opulento ed egoista che corre veloce verso forme di individualismo e liberismo sempre più sfrenate, che neanche la terribile esperienza del Covid ha ridimensionato, ma sento di esprimere un giudizio sulla candidatura di Mesagne a Città della Cultura. Una bella e ambiziosa candidatura che inorgoglisce ogni mesagnese.



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Anche se di idee diverse. A me mancano tanto i giovani dei centri sociali, che facevano tutto da se senza inseguire nessun bando e finanziamento, e i risultati culturali li hanno raggiunti, tanto che hanno fatto la fila pure per inserirli in qualche tesi di laurea.
Smettetela con queste paroline! La parola esatta che non si pronuncia! Quando qualcuno avrà l’umiltà di dichiarare che lì ha copiati SBAGLIANDO LO STESSO forse se ne riparlerà, nel frattempo La cultura non si appalta! E non c’era bisogno di spiegarlo.
La realtà è che con questa rincorsa al bando e al finanziamento sono state create delle perfette nullità.
Il discorso ruota su chi ha cominciato prima.
Com’è che i giovani dei centri sociali di trent’anni fa le cose le hanno fatte dal niente e senza niente,
E sono studiati nelle università, e i trentenni che ci hanno pure stufato a parlare di un’epoca d’oro tutta mesagnese, che non hanno VISIBILMENTE vissuto, quindi è solo nella loro testa o nelle chiacchiere che gli ha raccontato qualcuno al bar, sono ancora la, sui tavolini dei bar?