
Davide Daloisio
(di Davide Daloisio) #Mesagne2024 e io, alla presentazione ufficiale, commosso dalla gioia e l’orgoglio per tutta la durata della presentazione. Ho saltato la pausa pranzo pur di essere presente, perché mai come oggi ero orgoglioso della mia amata Città. Quando ero piccolo se a qualcuno dicevo che ero di Mesagne, venivo subito tenuto a distanza e avvolto in un velo di pregiudizi. Poi crescendo ho capito che Mesagne storicamente è sempre stata un’anomalia culturale. Siamo una città viva, con un potenziale eccellente in tutte le Arti e le Scienze. Chi mi conosce sa quanto ne sono innamorato. Siamo forti, un popolo tenace, orgoglioso, schietto (tutto questo, per me, dà sostanza alla parola mesagnese). Siamo Messapici e quindi Salentini. Siamo “Storia Viva” che si può mangiare, assaggiare e ascoltare. Siamo un popolo con il Cuore nel Centro storico e l’amore in tutto il mondo. La domenica per noi è sacra e le nostre principali preghiere vengono rivolte alle nostre nonne e alle nostre mamme, affinché le loro mani sfornino polpette, panzerotti e ogni ben di Dio che la millenaria cultura ha trasmesso fino ai nostri giorni. Leggendario luogo in cui Messapo, decise di fondare Messapia, l’epica città che avrebbe dato il nome al nostro popolo. Antica fortezza militare, di un popolo che sapeva domare i cavalli, è arrivata ai nostri giorni abbellita di sontuose vie, palazzi e piazze. Incastonata in un Cuore forte come la pietra, ma pieno di persone a cui nessuno si sarebbe avvicinato qualche decennio fa. Ecco, oggi ci sono persone diverse che hanno scelto di investire per riportare Mesagne ai suoi antichi splendori. Epifanio Ferdinando e Maya Materdona. Anche questa è Mesagne: medicina e poesia per tutti i popoli che l’hanno conosciuta. Ma Mesagne è anche ingegneria, architettura, ricerca scientifica, musica, artigianato e commercio. Mesagne è solo uno specchio delle tantissime bellezze e arti del Salento. Ed è per questo che anche l’Università del Salento, insieme all’Accademia delle Belle Arti di Lecce hanno sempre creduto in questa città. Lecce, che per noi ancora oggi rappresenta la capitale culturale. E mi piace pensare che proprio per Lecce e tutto il Salento, per la Puglia, ma soprattutto per quello che ha fatto il popolo mesagnese, dobbiamo lottare per questo sogno. Un sogno che il maestro Roberto ha sempre insegnato a Carlo e Vito e poi questi lo hanno insegnato ai tantissimi ragazzi che si sono emozionati quando hanno visto che i loro sacrifici servivano per essere grandi pur rimanendo piccoli. Mesagne, città di mezzo, città tra i mari e tra le vore, Mesania, Medania, Misania, Castrum Mezzaneum, Medianei, Medianae, Mišciagni, Caput Mundi, Mesangeles. Ambrata nei vichi, ma piena di tanti colori.
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