Ieri su repubblica.it Marco Patucchi ha dedicato uno spazio alle morti sul lavoro. Ha scritto anche del “nostro” Benito Branca che “aveva scelto di tornare nella sua terra a Mesagne dopo che genitori e fratelli tanti anni fa salutarono la Puglia per un’altra vita in Romagna”. “E nella sua terra – ha aggiunto Patucchi – ha chiuso gli occhi per l’ultima volta Benito Branca, muratore di 42 anni, a Mesagne nel brindisino, travolto dal crollo del balcone e del solaio del palazzo che stava ristrutturando”. Ha riportato anche il messaggio della Virtus Calcio Mesagne postato sui social, che si è associava all’immenso dolore che aveva colpito il suo atleta Kledi Branca per l’improvvisa scomparsa del papà. “Benito – ha scritto Patucchi – condivideva con i due figli la passione per il calcio e, insieme alla moglie, era sempre al bordo del campo per seguire le partite di Kledi”. Ed ha concluso che, “poco prima di quel maledetto giorno, Benito aveva regalato al figlio il biglietto per una partita di Champions della Juventus all’Allianz Stadium”. Kledi era a Torino con il gruppo del club Juventus Mesagne quando ha ricevuto la terribile notizia. Il capogruppo Roberto Sabato ha provveduto a far accompagnare Kledi alla stazione ferroviaria del capoluogo torinese dove ha preso il primo treno per Bologna, dove lo stava aspettando lo zio paterno proveniente da Rimini per tornare a Mesagne. Gli amici mesagnesi del club quella sera sono andati allo stadio ed hanno assistito alla partita della loro squadra contro il Chelsea. Ma non hanno esultato alla vittoria della Juventus perchè “quel seggiolino di Kledi era rimasto vuoto”.