I LETTORI CI SCRIVONO Gentile Redazione, sabato ho ricoverato mia madre, 72 anni, disabile con seri problemi di salute, per fare una manometria in un ospedale di eccellenza come il De Bellis di Castellana Grotte (nella foto). Dopo averla lasciata, ho ricevuto la chiamata di un medico del reparto di gastroenterologia che era in servizio nella mattinata di sabato 20 novembre. Era molto arrabbiato perché anche io avrei dovuto ricoverarmi con mia madre in quanto disabile. Ha iniziato ad inveire contro questa mia mancanza e a sbattere tutta la documentazione che io avevo sistemato aumentando il senso di disagio che già vivono le persone più fragili. Avrebbe dovuto controllare gli scatti di ira davanti a mia madre. Prima del ricovero avevamo fatto una visita di controllo sempre da loro e non mi è stata fatta nessuna richiesta specifica riguardo la mia presenza in ospedale. Pensavo che essendo in stato di emergenza non fosse il caso di aumentare il numero di degenze. Ho chiesto di dimetterla senza aver fatto la manometria nella giornata di oggi 22 novembre. Quando sono andata a prenderla l’avevano già piazzata da sola in sala di attesa da più di un ora. Mi chiedo: ma i soggetti disabili non vanno tutelati maggiormente? La sanità pubblica è questa anche nei cosiddetti ospedali di eccellenza? E comunque io non potevo ricoverarmi con mia madre perché a casa ho due figli minori e mio padre anziano, e sono sola a gestire tutta situazione che ho spiegato al medico. Mi ha risposto che non le importava, che ognuno ha i suoi problemi e che io, comunque, non potevo lasciare sola mia madre perchè non hanno gli Oss per l’assistenza.
NOTA DEL DIRETTORE Questa la versione della signora che abbiamo sentito telefonicamente. Naturalmente si qui disponibili a ulteriori chiarimenti.
Le pecche della sanità pubblica
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medici arroganti, con tasche piene di soldi e per giunta cafoni e maleducati!! ma radiatelo e mandatelo a zappare la terra che gli riesce meglio!