IL DIRETTORE Pesaro sarà la Capitale italiana della cultura nel 2024. La prima fu Mantova, poi seguirono Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Parma nel 2020, titolo prorogato anche nel 2021 a causa dell’emergenza pandemica. Nel 2022 sarà Procida, nel 2023 sarà il turno di Bergamo e Brescia. Quindi Pesaro nel 2024.
A Mesagne, ovviamente, c’è un pizzico di delusione. Inutile nasconderlo. Ma tant’è. Abbiamo ricevuto tantissimi complimenti. Siamo arrivati davvero ad un centimetro dalla vittoria finale. Ma il lavoro svolto in questi mesi non è stato vano. Tutt’altro. Lo hanno detto il sindaco Matarrelli ed il coordinatore Marco Calò. “Il nostro percorso prosegue. E lo fa con forza e convinzione. Perché abbiamo dato il via a un ambizioso processo di trasformazione e rinascita della nostra città che continueremo a portare avanti con coraggio e determinazione”.
Ci siamo confrontati con città come Siracusa, Pesaro, Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Sestri Levante con il Tigullio, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento, Viareggio e Vicenza. Scusate se è poco.
Ma torniamo a Mesagne. A prescindere dall’esito finale di ieri, la cultura può e deve diventare motore di rilancio non solo di Mesagne ma dell’intero territorio. Come cittadino mesagnese mi sento di ringraziare davvero di cuore il fantastico team di progetto, l’Amministrazione comunale, gli uffici comunali, le associazioni e tutti coloro che hanno sostenuto questa straordinaria avventura. Tutti sono stati elementi portanti. Per la nostra città non è stata una mancata vittoria perché, comunque, è stata una grande vittoria. Mesagne – ne sono convinto – non si ferma qui perché il percorso che è stato avviato proseguirà. La trasformazione è già in atto e noi, nel nostro piccolo e sin quando avremo le forze, continueremo a portarla avanti assieme a tutti voi.